IL REGGAE “ITAL” DI CHISCO

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Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

positiva, malinconica, piena di energia, imprevedibile. C’è un po’ di tutto su “ITAL”.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Si intitola appunto (si legge AI – TAL) ed è il frutto di 3 anni di lavoro, viaggi, fatiche, porte sbattute in faccia ed altre che si sono aperte poco dopo.

Più che un album lo definirei un figlio che ho imparato a conoscere e a capire durante questa lunga gestazione.

è un album improntato su ritmi newroot, con onedrop incalzanti, dove i testi e le melodie la fanno da padrone su ogni traccia.

Prodotto interamente da Princevibe nel suo studio di Saronno salvo la traccia nr.13 “La Tua Storia” prodotta da Ketra per King Korg music.

All’interno tanti amici che mi hanno accompagnato durante questo lungo percorso come Terron Fabio, KGMan, Papa Massi e Jaka (Alla luce te lu sule pt.2) Sistah Franzy (Roots United), Queen Mary, Francisca e MisTilla (EBM). Quest’ultima protagonista anche del video uscito a maggio “Il Vento”, il singolo che ha anticipato l’album.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Penso sia la domanda più sbagliata che si possa fare ad un’artista.

Io ho visto concerti di Negramaro vuoti. Quindi non conta a volte il nome o la fama ma tutto il contorno che si crea prima di un live o di un evento.

Io faccio un mio personalissimo show, molto vario, che passa da momenti di ballo sfrenato a momenti di ascolto, altri dove mi piace coinvolgere il pubblico in maniera più diretta ed altri ancora dove improvviso in freestyle. Non sai mai cosa aspettarti ad un mio concerto pure nel pubblico.

A volte può esserci la fila fuori, altre volte invece 10 persone, dipende da tante cose: promozione, tipologia di locale e posizione del posto.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

Ormai la musica nasce sui social e non più in una stanzetta lurida di un sottoscala.

Adesso ognuno può fare musica con un computer e diffonderla in tempo reale su qualsiasi tipo di piattaforma social e questa è un’arma a doppio taglio dove fuori vengo 5 talenti puri insieme ad altri 100 coglioni. anch’io ovviamente faccio uso dei social ovviamente non come i ragazzi nati dopo i 90 che vivono 24h su uno smartphone. Si perde il contatto con la realtà ed ovviamente questo si riflette anche sui testi di certi ragazzini che non dicono assolutamente niente o che sono scritti col copia incolla. Ciò nonostante attraverso i social sono riuscito a creare sinergie e collaborazioni con altri artisti che altrimenti non sarei riuscito a contattare.

Alla base però non si deve mai perdere il contatto con la realtà, sia nel promuovere che nel creare la propria musica.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

 

Seguo molto la scena reggae italiana e internazionale, indipendente e non. Ne faccio parte da quindici anni e devo dire che ci sono tantissimi talenti inespressi o che non hanno avuto la possibilità di emergere per mancanza di mezzi o risorse.

Ultimamente ho visto il concerto Mama Marjas in apertura a Damian Marley a Pisa. Penso che lei sia la più forte donna a mio avviso che si possa ascoltare nella scena reggae attuale. Poi Boomdabash, salentini, che ormai sono entrati con merito tra le platee mainstream e di sicuro i fratelli EBM (Earth Beat Movement) di Firenze dei quali sentirete sicuramente parlare nei prossimi anni.

 

Per info e contatti:

 

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