Il melting pop dei Portfolio: esce Due, il nuovo album

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MG_2683 Tornano i reggiani Portfolio che a distanza di due anni dal primo full lenght rilasciano il secondo lavoro ufficiale dal titolo Due.

Il progetto è molto strutturato e fatica a collocarsi in un genere preciso; più che di post rock si potrebbe parlare qui di post pop. Un impianto sonoro che pesca a piene mani dai tardi anni Settanta per rielaborarli alla luce di un approccio post moderno: quello che ne viene fuori è un melting pop, accessibile alla massa ma complesso nell’universo di riferimenti che fornisce.

La componente strumentale è molto forte e le relative derive soniche sono parecchie anche all’interno di uno stesso brano; in questo modo hanno la funzione di guidare l’ascoltatore in un morbido viaggio attraverso i diversi momenti del disco, anche se delle vere e proprie opere pop ci sono eccome: è il caso della ballad Chi vince regna, dove pianoforte e una sezione ritmica spezzata lavorano al servizio di una voce cristallina e purissima. Atmosfere ora dilatate ora jazzy, trombe dissonanti che lasciano lo spazio a soluzione di finissima elettronica: tutto è concepito come flusso e paesaggio sonoro che si apre alla percezione dell’ascoltatore. In questo senso l’approccio è decisamente quello dell’art rock e infatti poco prima della fine arriva Criminal world che altro non è se non la cover del noto pezzo dei Metro datato 1977.
La chiusura del disco arriva con la suite sinfonica di 16 minuti dal titolo Three songs about Lenin che è la sonorizzazione del noto film documentario di Dziga Vertov e vede la collaborazione dei Giardini di Mirò, una della band di riferimento dei Portflio.
Un disco non per tutti ma per quelli che amano la contaminazione e gli spazi aperti, quelli e mentali e quelli musicali.

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