Il Genio: Una voce poco fa

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Scritto da Angela Mingoni

Una voce poco fa ha quel gusto elegante e retrò che addolcisce l’umore e lo solleva.
Riesce ad unire ritmi leggeri a testi che all’apparenza lo sembrano altrettanto. Le parole un po’ si nascondono e bisogna farci attenzione, bisogna ascoltare bene, perché il canto delicato ed i tratti scanzonati de Il Genio sono beffardi. Probabilmente l’approccio al gruppo è sbagliato sin dall’inizio; per chi ha in testa sempre quel solito vecchio motivetto, diventa difficile andare oltre l’apparenza. Sarà forse “colpa” del loro stile, con quelle canzoni fortemente orecchiabili e quei ritornelli che entrano subdoli in testa, sarà perché quando si è marchiati a fuoco, la cicatrice resta per sempre. Lo sforzo di staccare l’etichetta che hanno addosso deve essere notevole. La professionalità è tanta e palpabile ma al termine dell’ascolto non si resta del tutto soddisfatti.
Ciò che non convince riguarda soprattutto i pezzi più melodici, come La percezione del buio e della luce piuttosto che Motivi plausibili, che non sembrano essere troppo nelle corde del duo leccese. Il sound, invece, quello sì che non ti abbandona, non cede mai il passo alla noia ma appare sempre sofisticato in questo percorso dove le sonorità, rese soprattutto dal synth e da un forte uso del computer, hanno un sapore raffinato ed assolutamente innovativo.
La voce di Alessandra pare  quasi un sussurro, danza sulle note ed è calda. Da il meglio in Ho deciso; una lunga lista di scelte fatte dove è importante precisare che questa canzone è solo una lettura ma non un’ottica. Le atmosfere fortemente sixties, che strizzano l’occhio alla discomusic, caratterizzano l’intero lavoro e spiccano in questo pezzo ma non solo; le ritroviamo preponderanti in Bene mediamente tanto ed Amore di massa. Quest’ultima traccia, che sarà il primo singolo in uscita ad Aprile, racconta l’idea di un amore universale che punta ad un raggiungimento di tutte le metà di quella famosa mela che stava tanto a cuore a Platone. Ma la vera bellezza la troviamo subito in Bar Cinesi; il modo meno convenzionale in assoluto di raccontare la realtà che tutti conosciamo, una lettura profondamente ironica ed intelligente, un’analisi realistica di un fenomeno sotto gli occhi di tutti.
Groenlandia, in chiusura, è un omaggio a Los Zombies direttamente dagli anni ’80. Presente è anche la versione spagnola, sempre cantata da Alessandra.
Una voce poco fa è un progetto tagliente ed ambizioso che conferma ancora una volta il talento e l’eleganza di Gianluca De Rubertis  ed Alessandra Contini. Un album intelligente come ce ne sono pochi.

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Scritto da Angela Mingoni