I PEAK ci presentano “Into Your Veins”

696

PEAK – Into your veins

Simone Careglio(voce e chitarra), Enrico Inri Lo Brutto(chitarra), Emanuel Tschopp(basso) e

Roberto Cadoni(batteria) sono i PEAK, formazione alternative metal/alternative rock di Torino. I 4 musicisti provengono da panorami musicali completamente diversi con l’intento di mescolare e sperimentare le proprie attitudini e influenze musicali per creare un qualcosa di nuovo ed originale. Il risultato è una band dal sound intenso e viscerale, un sound che sa essere anche tanto graffiante.

PEAK ha alle sue spalle già un buon repertorio di live sul suolo piemontese, in locali noti di Torino come l’Hiroshima Mon Amour e l’Audiodrome. Questa band dimostra di essere già matura per tanti palchi di un certo livello e il loro ultimo album dal titolo Into your veins è un lavoro di pregiata fattura nel quale la chimica fra i 4 membri della band è rilevata a tratti stupefacente.

Into your veins è per gli amanti di band come Alice in Chains, Nirvana, Audioslave, Queens of the Stone Age. Nel disco ci sono 8 brani completamente inediti, 8 brani di un’auto-produzione gagliarda che dimostra grande spessore artistico.

Siren’s silly prayer presenta un’atmosfera alquanto malinconica, una canzone all’insegna dell’abissale, una canzone che presenta evoluzioni sonore di grande energia ed efficacia. Into your veins, title-track dell’album, continua con lo “spleen” in stile PEAK. E’ il “ruvido” e lo “sporco” che questa band torinese cerca di plasmare con melodie piene di fascino e scalpore, melodie che risultano anche tanto sfavillanti.

Dark hour presenta un alternative metal melodico e tanto stuzzicante. Infatti, il sound di PEAK, a tratti, è anche tanto orecchiabile e la cosa non guasta, per niente. A life in a breath disegna una parabola sonora tosta e verace intorno al cantato di Simone Careglio. E’ questa l’impressione che abbiamo ascoltando questo album: spesso le canzoni sembrano disegnate ad arte per esaltare il cantato di Simone Careglio, cantato straziante e sofferto che trasmette tanta intensità.

Quando ci sembra di aver ascoltato già abbastanza ecco arrivare Fox 2: Anthem for a doomed youth, una corsa all’impazzata per deserti polverosi con fiammate che ci lacerano il petto. Poi la metallica e impetuosa The Mole, come non citarla. The Mole è un pezzo che sa entusiasmare e non poco. Siren’s silly prayer, in versione acustica, ha il sapore di una ballad alquanto evocativa e toccante.

I nostri PEAK, con Into your veins, sembrano aver imparato a meraviglia la “lezione” delle band alternative metal sopra citate. Anzi, dico di più. Sembrano aver trovato un loro sound caratteristico e peculiare, un sound originale che è comunque “figlio” dell’esperienza di band che hanno segnato la storia del rock.