I “Kubyz” si raccontano al pubblico di Radio Tweet Italia

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1) Ciao ragazzi presentatevi ai nostri Lettori, raccontandoci qualcosa di voi e soprattutto spiegando come nasce il vostro progetto “Kubyz”

Il progetto è nato durante gli anni del liceo come occasione per ritrovarsi tra amici e suonare. Successivamente, dopo vari cambi di formazione, abbiamo sentito l’esigenza di trasformare un innocente passatempo in un percorso artistico musicale più maturo. 
Kubyz è un progetto in continua trasformazione… è questa la nostra caratteristica fondamentale. Al momento attuale la band è composta da Giacomo & Matteo Buonarroti, Luca Nigro e Fabrizio Crollari. Tuttavia, ci teniamo aperti a collaborazioni con altri artisti.

2) Il vostro nome “Kubyz” nasconde qualche significato particolare?


Il Kubyz è una tipologia di scacciapensieri orientale, poco conosciuta e molto antica. 
Abbiamo scelto questo simbolo per rappresentare la nostra idea di musica, poiché il Kubyz è uno strumento di semplice utilizzo ma dalle molteplici proprietà: ricreative, trascendentali e sociali.  

3) Abbiamo visto il vostro ultimo lavoro “EQUINOX” complimenti ottimo brano, volete parlarcene?

“EQUINOX” è un progetto composto di due anime: una musicale e una visiva.
Il brano percorre atmosfere sonore eterogenee in un percorso concettuale di analisi degli opposti.
Il videoclip, diretto da Giacomo Spaconi, ci mostra cinematograficamente il senso concettuale del brano tramite la rappresentazione parallela di due personaggi contrapposti ma uniti da un elemento comune. 

4) A quali band vi ispirate?

È una domanda difficile.
Ogni membro della band ha gusti musicali eterogenei.
Ci ispiriamo, sicuramente, a un filone di musica psichedelica e alternativa rappresentato da band internazionali come Radiohead, Tool, NIN, Tycho, King Crimson e molti altri. Sul versante italiano abbiamo meno scelta dovuta ad una carenza di produzioni affini ai nostri gusti anche se, sicuramente, i Verdena, i Subsonica, Salmo, Franco Battiato e altri progetti alternativi e underground ci hanno ispirati in più occasioni.

5) Che cosa volete trasmettere con la vostra Musica? 

I nostri brani sono generalmente diversi tra loro. Questo in quanto non vogliamo porci barriere stilistiche sia in termini sonori che concettuali. L’intento è quello di creare atmosfere sonore accattivanti e psichedeliche che possano condurre l’ascoltatore al nocciolo concettuale del brano.

6) Di cosa parlano i vostri testi? 

 I nostri testi sono principalmente incentrati su riflessioni e analisi introspettive.  Tuttavia, ci teniamo liberi di spaziare e toccare altri ambiti.

7) Che rapporti avete con i social? e soprattutto credete che il mondo digitale e virtuale ha intaccato anche la scena musicale odierna?

Con i social intratteniamo un rapporto ambiguo… Ci rendiamo conto di come internet abbia permesso a milioni di persone di connettersi e a migliaia di artisti di raggiungere un vasto pubblico ma, per quanto ci riguarda, preferiamo raggiungere ascoltatori attenti ad un contenuto artistico che può sfuggire all’utente che scorre distrattamente i contenuti in bacheca. 
Il campo da gioco è ormai questo e cerchiamo, dunque, di rendere i nostri contenuti social il più possibile fedeli alla nostra idea di arte.

8) Ragazzi vi ringraziamo per il vostro tempo, potete salutare i nostri lettori, con un vostro “Motto” in stile  “Kubyz”?

Grazie a voi. Vi salutiamo con una parola portafortuna che diciamo prima dei concerti e che non significa nulla: 
“BLACKHOOVER!”