I BRUNO & THE SOULDIERS si raccontano al pubblico di Radio Tweet Italia

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Ciao Bruno & The Souldiers, iniziamo dalla prima domanda: come vi siete incontrati e com’è nata la decisione di fondare il gruppo?

Suono in band da quando ho 14 anni. Non ho mai immaginato la musica fuori dalla dimensione della band. I Bats nascono nel 2014 all’inizio come trio e per dare vita alle canzoni che avevo scritto e che avevano una forte connotazione ska anche se di matrice inglese quindi ska 2tone.
Piano piano ho incontrato gli altri ragazzi che lentamente si sono uniti nel progetto che già nel 2016 era una realtà riconoscibile essendo gli unici a suonare ska. Bats sono diventati quindi un collettivo per chiunque si volesse cimentare nel genere. Dopo l’incontro con l’etichetta e la registrazione del demo, la voglia di approfondire le radici e studiare ci ha portato ad avere sonorità piu jamaicane e volerle unire alla nostra lingua. Tutto qua.

E’ difficile fare musica ska e reggae oggi?

È difficile nel senso che oggi fare cose con altri è difficle. Tutti vogliono fare le cose da soli e quindi costruire e condividere in progetto come bats di 6 persone è molto, molto difficile.

Il vostro ultimo singolo “40 Anni” è cantato tutto in italiano. Motivate questa scelta.

Lo ska è un ritmo non un genere. Litaliano è la mia lingua ed ho la necessita che le cose che voglio dire vengano capite al 100% da chi mi sta vicino. Sono molto contento della scelta anche se con Ciccio (One drop fellas) siamo sempre al derby ita vs engl. :).

Com’è nato l’incontro con l’etichetta calabrese Onedrop Fellas?

A Rende concerto al parco con i Soul pains di Mattia Tenuta. Credo che tutto sia partito da là. Sono ragazzi formidabili e seri e sono contento di aver avuto modo di incontrarli e fare progetti insieme.

 

Come vedete la situazione musicale italiana oggi?

Trap. Pop. Latino. Shakera….. Aggiungi tanti social… E versa in un telefonino.

È veramente troppo lungo il discorso. E onestamente non credo di avere le idee chiare. Posso dire che i giovani faranno sempre paura agli anziani e gli anziani saranno nostalgici sempre. Dovremmo musicalmente parlare di più anche tra generi diversi. La sperimentazione è la chiave.