Gli “Unsylence” si raccontano al pubblico di Radio Tweet Italia

303

1. Ciao Unsylence, presentatevi al nostro pubblico.

Ciao a tutti ragazzi, noi siamo gli Unsylence da Piacenza ed è un piacere poter rispondere alle domande di Radio Tweet Italia sperando di incuriosire ed eventualmente appassionare qualcuno alla nostra musica e al nostro modo di esprimerla.

2. Sembra sempre una domanda banale ma perchè avete scelto questo nome?!

All’inizio era semplicemente un riferimento al “non silenzio” in particolare riferito all’impulso di non voler morire senza lasciare nulla di noi, successivamente abbiamo scoperto che Unsilence è anche un termine usato in genetica per rappresentare l’attivazione di un gene represso o dormiente, cosa che ci ha particolarmente gasati su ulteriori significati che poteva assumere.

3. Qual’è il vostro sound di riferimento e i vostri artisti di riferimento?!

Agli inizi eravamo su un filone più “industrial” stile Strapping Young Lad, Devin Townsend, Fear factory, ma nel complesso abbiamo trovato la nostra identità nell’electronicore, in particolare siamo stati ispirati da gruppi come Crossfaith, Enter Shikari, Eskimo Callboy. Dedichiamo molto tempo alla ricerca di un nostro stile particolare e a come renderlo live, cercando anche ispirazioni nelle produzioni più moderne di gruppi metalcore da cui prendiamo spunto per poi adattare ed elaborare il nostro concetto di fare musica.

4. Cosa ci dobbiamo aspettare dal vostro futuro?!

Sta per uscire il nostro primo Full Length intitolato “In Your Hands” Caratterizzato dalle presenza dell’elettronica come protagonista in termini di arrangiamento della canzone in sè, ma nel frattempo abbiamo giù composto canzoni nuove che uniscono veramente tutto quello che amiamo nella musica, dando un po più spazio alle chitarre anche, ma per quello non stiamo troppo a spiegare come sarà, speriamo di sorprendere chi ci ascolterà con il primo album e di farlo ancora di più con quello che seguirà.

5. Fatevi una domanda che avreste voluto vi avessimo fatto noi… E rispondetevi.

Cosa servirebbe per far si che la scena musicale “morente” abbia uno spunto per rinascere?

Bisognerebbe cominciare da uno stravolgimento culturale, i media dovrebbero tornare a proporre il rock ed il metal come vero modello di musica alternativa, non altri generi musicali che di musicale ed alternativo hanno ben poco. Noi abbiamo la mente molto aperta ed ascoltiamo di tutto, dalla Trap al Deathcore ma riteniamo che ci sia molta differenza tra l’ascoltare un determinato genere per diletto oppure per assimilarne i valori. Nei primi 90 i Nirvana proponevano un modello musicale e culturale veramente alternativo e controtendenza mentre oggi assistiamo semplicemente alla manifestazione di un pensiero omologato e spesso superficiale che viene seriamente preso come modello di riferimento dai più giovani. Incentivare i bambini all’utilizzo di uno strumento musicale per creare qualcosa di proprio sarebbe molto importante per poter sviluppare il concetto di “spunto” da seguire ed “ispirazione”. Ci sarebbero tantissimi altri concetti da spiegare ma sono veramente tanti e spesso nemmeno noi abbiamo le risposte a certi interrogativi. Possiamo però dare dei buoni consigli! Imparate a suonare uno strumento e seguite la musica dal vivo, questo potrebbe essere d’aiuto a noi musicisti ed anche a voi ascoltatori.

6. Grazie per il vostro tempo, potete salutare i nostri lettori.

Ciao a tutti, grazie per aver dedicato un po’ del vostro tempo alla lettura di questa intervista, ci auguriamo che se qualcuno di voi ci ascolti sia su disco che dal vivo e che possa apprezzare il concetto musicale che noi cerchiamo di portare avanti vedendoci, nel nostro piccolo, come qualcosa di unico. Noi per primi siamo alla constante ricerca di gruppi capaci stupirci. Nella scena Underground a cui apparteniamo ce ne sono tanti, magari trascurati. Questo mondo ha tanto da offrire e vale veramente la pena dargli una possibilità!