GLI ORIGAMI RAP DI GRANDINE

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GRANDINE
Presenta
ORIGAMI

“Origami” è un viaggio all’interno di ricordi e di emozioni provate dall’artista nel corso della propria vita. E’ possibile trovare canzoni che parlano di amori finiti male, di voglia di evadere da una società che ci opprime, della voglia di farcela nonostante tutto, del tema della distanza. Le sonorità sono malinconiche e spaziano dall’indie, al rap, al pop. E’ completamente composto, suonato e registrato da Grandine. Il nome “Origami” deriva da un pensiero dell’artista: come un origami, nel quale linee e piegature si incrociano e si separano per formare l’oggetto finale, allo stesso modo nella nostra esistenza incrociamo la vita di molte persone, alcune resteranno sempre al nostro fianco, altre saremo costretti a perderle durante il viaggio, ma ogni linea e ogni persona che incrocia il nostro cammino è indispensabile per poterci rendere ciò che siamo.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Malinconica, riflessiva, curativa, blu.
Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della
stessa?
Origami è il titolo del mio ultimo album. Produrlo è stato davvero stimolante. Avevo intenzione di trovare il
mio suono personale, trovare quel suono che ti fa dire “ma questa è una canzone di Grandine” anche se non
l’avevi mai sentita prima. Credo di essere riuscito nell’intento. Nella produzione di una canzone parto sempre
dalla musica per poi lasciarmi trasportare da essa per scrivere il testo, spesso ho perso anche un mese per
affinare la musica di qualche canzone, per poi scrivere il testo di getto. Mi piace scrivere quello che provo sul
momento, i miei pensieri e il mio stato emotivo. E’ stata una produzione durata un anno dentro la quale è
possibile trovare tutto il mio mondo e di cui sono veramente fiero.
Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Ti risponderei sicuramente che non sono i numeri a creare un concerto con la C maiuscola. Certo per un
locale che deve fare fronte a conti e spese è normale cercare l’artista che può far guadagnare di più, ma
personalmente, sia da spettatore che da musicista, preferisco un pubblico più ristretto con cui poter legare,
senza transenne e palchi enormi. Mi piace stare a contatto con la gente.
Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Al giorno d’oggi i social sono sicuramente una piattaforma utilissima per un artista ma non sono l’unico
mezzo per arrivare alla gente. Io personalmente mi sto trovando molto bene con Instagram, è immediato e
puoi raggiungere facilmente le persone, ovunque esse si trovino. Grazie ad Instagram sono riuscito ad
arrivare a persone a cui non sarei mai potuto arrivare probabilmente senza. Ovviamente se ai social non
affianchi concerti e non sei costante nel rilasciare musica sei perso.
A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi
dell’underground indipendente?
Amo molto andare ai concerti e se fosse possibile andrei ogni giorno ad un live diverso. Negli ultimi mesi,
contando anche i festival estivi, sono andato a circa una quindicina di concerti tra cui quello di Frah Quintale
di cui ho un bellissimo ricordo. Penso che al momento l’underground indipendente sia pieno di grandi talenti,
che meriterebbero uno spazio molto più ampio nelle radio e nelle televisioni. Sono molto contento del
panorama italiano da questo punto di vista e sono felice che nonostante l’Italia sia un paese un po’ restio alle
novità stia lentamente cambiando e si stia affermando finalmente qualcosa di nuovo e fresco.