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Gli I-Dea raccontano “Umani”, il nuovo album tra rock, pop e Omar Pedrini

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Umani è il titolo del nuovo album della band torinese I-Dea, pubblicato lo scorso 17 giugno in tutte le piattaforme digitali pubblicato da Oyez!/Senza Vento.
Rock italiano è la parola chiave per descrivere e capire la band torinese e il loro nuovo capitolo discografico. Quel rock tricolore che ha raggiunto il suo picco tra i ’90 e i ’00, quel rock coltivato con passione e coerenza negli anni. Quella passione che vive orgogliosamente al di là delle mode e delle generazioni. Ne parliamo con il cantante della band Gianvito  Piliero.

Umani, il vostro ultimo album, uno sfogo urlato verso l’ascoltatore: cosa vorreste dire all’ascoltatore medio?
Con questo disco vorremmo farci sentire da più orecchie possibili cercando di superare gli standard radiofonici con un genere che sembra ormai una cosa fuori moda, ma il rock ha ancora molto da dire e da raccontare. Nella copertina è nascosto un messaggio ben preciso, infatti, abbiamo deciso di utilizzare una sorta di pannello ottotipo cercando di far riflettere il pubblico invitandoli a tenere gli occhi bene aperti, verso il prossimo, quello che ci circonda e verso il nostro pianeta.

Com’è nato questo album?
Umani è nato dopo anni di lavoro, sudori, riflessioni, litigi e cambiamenti, però adesso possiamo dirlo: questo è il disco che avremmo voluto sempre fare. Sia come suoni, sia come brani, quando suoniamo queste canzoni dal vivo ci divertiamo proprio infatti Umani ha un impatto molto più rock rispetto al nostro primo album.

C’è anche un video sotto forma di cartoon che apre le porte all’album e il titolo del singolo è proprio Umani. Come mai la scelta di questo tipo di video?
Il video cartoon è stata un’idea di Alex, bassista della band ma anche video maker di professione e di Davide Porrovecchio. Hanno deciso di usare gli avatar di facebook che stanno spopolando come alternativa alla foto profilo, per raccontare questa storia. La scelta è dovuta anche alla situazione lockdown, non abbiamo avuto l’occasione di incontrarci per effettuare delle riprese video vere e proprie. Il risultato finale ci ha soddisfatto e credo anche al pubblico.

Omar Pedrini

Omar Pedrini

Com’è stato lavorare con Omar Pedrini?
Con Omar è stato il classico sogno che si avvera, dopo averlo seguito per anni e anni nei suoi concerti, dai Timoria fino ad oggi abbiamo avuto l’onore di averlo come special guest nel nostro disco. Lui è un’icona del rock italiano, ha ovviamente quell’esperienza giusta per rendere un brano graffiante, che solo uno come lui sa darti. Dopo più di venticinque anni di palchi e tour possiamo dire che è uno dei pochi che vuole aiutare le band emergenti. Siamo onorati di essere entrati a far parte della sua label “Senza Vento”.

Cosa vi accomuna a lui, oltre al genere musicale?
Ci accomunano un po’di cose a dire il vero, siamo amanti del rock e della buona musica, del buon vino, della buona cucina, guardiamo nella stessa direzione per salvaguardare il pianeta, poi il destino ha anche deciso che il 24 Aprile del 2013 diventassimo entrambi padri lui della sua EmmaDaria ed io della mia Rebecca.