Gli Attack The Sun ci raccontano il loro nuovo EP “Parallel Systems”

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1. Ciao ragazzi presentatevi al pubblico di Radio Tweet Italia.


Siamo gli Attack the Sun, band emergente da un piccolo paese nella provincia di Verona, ovvero Arcole. Nello specifico siamo Alessandro Stevani alla voce/rapping e tastiere, Francesco Lanza alla chitarra e Giacomo Feltre alla batteria. Fondatore del progetto è stato anche Alex Bottegal al basso, uscito dal progetto a gennaio 2019 per motivi personali.

2. Attack the Sun: Come, Dove e Quando?!

Esattamente il 20 marzo 2015, è stata la prima prova come Attack the Sun. Il gruppo è stata la naturale prosecuzione di un iniziale progetto partito nel 2012 assieme ad altri due amici, Damian e Jessica. Al tempo la direzione musicale era spostata verso un rock/gothic metal. Dopo l’uscita di questi nostri amici, con cui siamo rimasti sempre in buoni rapporti, abbiamo deciso di proseguire in quattro, senza cercare altri membri: si era creata una sinergia unica e le idee musicali abbondavano come non mai.

3. Sembra sempre una domanda banale… Ma perchè avete scelto il nome Attack the Sun?!

I nomi escono sempre dalle situazioni più strane: il giorno della nostra prima prova c’è stata un’eclissi di sole. Ecco spuntare fuori l’idea di “Attack the Sun”, un nome evocativo, a tratti onirico.
4. Qual è il vostro sound di riferimento?!
Premettiamo che siamo tutti grandissimi appassionati di musica: ascoltiamo veramente di tutto, dalla musica classica all’elettronica, dal rock anni ’70 al moderno pop-rock, dal metal al rap. Non importa il genere, importa sentire che ci sia passione e che trasmetta forti emozioni. Le maggiori influenze provengono comunque da Linkin Park, Twenty One Pilots, Muse, Nothing But Thieves. Ci inseriamo quindi nel vasto filone dell’Alternative Rock, area musicale che ci permette di poter sperimentare quanto vogliamo!

5. Abbiamo ascoltato il vostro nuovo album… Ce ne volete parlare?!

Parallel Systems è un mini-album (o anche detto EP). Raccoglie i nostri primi lavori inediti alcuni dei quali erano già presenti in una demo autoprodotta uscita nel 2017. L’EP tocca varie tematiche: dall’amore all’alienazione dell’uomo fino al riscatto personale. I brani tra di loro hanno forti differenze in termini di sound ma legate da un mood che possiamo definire nostro, degli “Attack the Sun”. Amiamo non farci etichettare, amiamo esplorare vari linguaggi musicali e non focalizzarci solo in un genere musicale. Questo è dovuto anche al fatto che tutti e tre ascoltiamo di tutto e ci facciamo influenzare da tutto quello che vediamo e ascoltiamo. Cerchiamo di non ripeterci quasi mai.
L’EP esplora mondi quali il rap, il rock, l’elettronica, il pop. Vi facciamo un esempio banale ma che sicuramente è d’impatto: ascoltare Parallel Systems è come guardare un thriller – il finale viene lasciato in sospeso portandoci a voler conoscere il resto – e all’ascoltatore si dà l’input di rimanere lì incollato davanti allo stereo con le cuffiette e la musica al massimo perché questo è il nostro intento: trasportare nel nostro universo chi ci ascolta.
Da brani d’impatto ed energici come My End, Nothing Better e Out of System si va a finire su brani più ambient e meditativi come Parallel Universe, My Breath fino ad arrivare a brani calmi ma allo stesso tempo trionfali come By My Side il tutto condito da un sound elettronico con utilizzo di synth pad, lead synth e altre chicche realizzate in fase di produzione in studio.


6. Come considerate la situazione musicale in Italia?!

È sempre più difficile fare musica nuova in Italia, soprattutto se ti proponi con la lingua inglese. Il mercato è saturo di artisti costruiti dai Talent Show, ma che molto spesso sono meteore fatte per occupare una/due estati le classifiche nazionali…solo pochi riescono ad uscire e sfornare prodotti interessanti (e questi sono gli artisti interessanti). La musica pop sicuramente va, il puro rock molto meno. Facendo un’analisi però, si arriva a capire che è colpa di chi gestisce le band. In radio passano le solite canzoni, i locali poi hanno paura a far suonare artisti nuovi e quindi piazzano le tribute band che, senza nulla togliere a quello che fanno, non apportano novità e oggigiorno alla musica serve. Il mercato musicale ha bisogno di nuove leve. Il detto “siamo nani sulle spalle di giganti” ha un fondo di verità ma l’artista deve essere in grado di progredire in avanti non rimanendo ancorato al passato. Il passato deve esserci di sprono per dar vita ad un futuro più creativo e nuovo.

7. Lasciateci con un vostro motto.

Non abbiamo un motto verbale ma abbiamo un motto non verbale: ci diamo un pugnetto a inizio concerto per supportarci e iniziare i live con sprint. Quindi vi lasciamo con un pugnetto e salutiamo tutti i nostri fans, i nostri familiari e i radioascoltatori di Radio Tweet Italia. Un bacione grande dagli Attack the Sun .