GIANNUTRI E IL RITORNO ALLA CAMPAGNA

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GIANNUTRI – AL RITORNO DALLA CAMPAGNA

PRESENTAZIONE ALBUM: AL RITORNO DALLA CAMPAGNA

Dopo l’uscita del primo album “Avventure Tropicali” nel 2018 (autoprodotto e distribuito su tutte le piattaforme digitali) e una manciata di videoclip su Youtube, i Giannutri si ripresentano con un secondo lavoro autoprodotto e intitolato “Al ritorno dalla campagna”. Si tratta di una raccolta di singoli episodi legati al mondo della campagna intesa come periferia urbana e sentimentale, dove gli animali prendono voce per cantare la loro insofferenza alla schizofrenia del capitalismo moderno, dove una generazione XY si ritrova intrappolata in un’insidiosa vita di provincia, una giungla da cui non è sempre facile trovare la strada verso un sereno cielo blu. Dove il negro vale tanto quanto l’accendino che vende, dove il canto dello stadio fa da romantico sottofondo a uno squarcio di anni passati che promettevano di farci diventare più buoni ma che ormai non ci crediamo più, e di anni ancora più trapassati dove i soldati napoleonici fischiettavano tra i campi arati in cerca di vino buono. Almeno lì si beveva bene e la globalizzazione era una cosa seria.

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

 

ITALIANA/GLOBALE/CHIARA/SCURA

 

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

IL NOSTRO ALBUM SI INTITOLA “AL RITORNO DALLA CAMPAGNA”, E’ IL NOSTRO SECONDO ALBUM DOPO IL PRIMO USCITO NEL 2018 INTITOLATO AVVENTURE TROPICALI. E’ STATO REGISTRATO PREVALENTEMENTE A CASA NEL 2019, NEI BREVI PERIODI IN CUI CI SIAMO TROVATI PERCHè UNO DEI DUE RISIEDE ALL’ESTERO. è STATO PENSATO, SCRITTO E CREATO A QUATTRO MANI, PREVALENTEMENTE A DISTANZA, E’ STATA UN’ESPERIENZA NUOVA MA FRUTTUOSA. POI NELL’EPOCA DEL COVID DIREI CHE ABBIAMO ANTICIPATO I TEMPI.

 

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

DIPENDE DA CHI SEI. SE SEI IL GESTORE DI UN LOCALE PRIVATO CI STA. SE SEI BRUCE SPRINGSTEEEN, TI RISPONDO: “SE MI FAI DA SPALLA ANCHE 10,000”.

 

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

SONO IMPORTANTI PROPRIO PERCHè VALORIZZANO IL NOSTRO LAVORO A DISTANZA. ALLO STESSO TEMPO NON SONO IL TERMOMETRO DELLA NOSTRA SODDISFAZIONE, QUELLA ESISTE SOLO NELL’ATTO ARTISTICO. SONO UN UTILE MEZZO, CHE SPESSO PERò VIENE SCAMBIATO PER FINE DA ALCUNI AR-TRISTI.

 

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

ABBASTANZA, COVID PERMETTENDO. LA SCENA è RICCA DI GENTE DI TALENTO CHE RIESCE A FARTI PASSARE UN’ORA DI BUONA MUSICA. L’UNDERGROUND INDIPENDENTE è UN’ETICHETTA CHE NON ESISTE PIù, PER QUANTO CI RIGUARDA, IL 90% DELLA MUSICA è ORMAI AUTOPRODOTTA E INDIPENDENTE, COMPRESO IL 99% DEI PRODOTTI DELLE COSIDETTE “ETICHETTE”. COMUNQUE C’è ROBA BUONA IN GIRO,  L’IMPORTANTE è TROVARE IL NOCCIOLO SOTTO LA BUCCIA DEL NARCISISMO ARTISTICO, CHE I SOCIAL AHIMè TENDONO UN PO’ AD AMPLIFICARE.