Esploriamo il Background della Med Free Orkestra

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Scritto da Rosziye

Diverse prospettive sono visibili, se lo sguardo viene rivolto in direzione della musica, soprattutto quella contemporanea della Med Free Orkestra, collettivo musicale multietnico.
Questa orchestra, composta da dodici musicisti abili in diversi stili e provenienti da diversi luoghi, presenta agli affamati di colore e vita, il nuovo album Background.

Fuori da ogni possibile univoca classificazione, è importante lasciarsi coinvolgere dalle note per immaginare spazi e luoghi. Il trasporto emotivo, è vissuto vividamente in ognuna delle canzoni di questa uscita musicale estiva, che viaggia dalle origini, con suoni africani come in African Move, verso commistioni di altri stili, per un risultato unico e sorprendente.
Alcuni brani sono prevalentemente strumentali, ma questo non toglie nulla all’ascolto e ci fa comprendere come, anche senza le parole, sia comunque possibile dare un senso pieno alla musica.
Suoni plasmati nel racconto di fragili equilibri politici, sottili soluzioni possibili e, canzone dopo canzone, ne deriva uno scenario sonoro unico e compatto, nonostante la frammentazione etnica dei componenti.
Le diverse inclinazioni di stile vengono declinate nei brani multietnici. Esse sono mischiate a note di alto cantautorato per definire alcune tematiche attuali, comuni a diversi popoli, come forma di denuncia, dando libero sfogo alle opinioni soprattutto riguardo a ciò di cui generalmente non si parla.
Sfumature fortemente attuali discusse con la forza e con la leggerezza della musica.  
La commistione di generi, riesce amabilmente a passare dalla pizzica (La pizzica dello Scafista) a piacevoli parentesi di movenze africane, che permettono di sentire il corpo libero di essere e di esistere, per saltare addirittura al rap che fa capolino nel singolo Background e che vede la collaborazione del rapper Amir Issaa.
Ma troviamo anche il funky brillante in Hora Cu Stringatu, con l’aggiunta di sottili accenni di fiati per fare muovere, per uscire dalla propria galera, per chiedere al destino il vero, il reale.

Il risuonare di molteplici strumenti è presente per accompagnare l’ascoltatore attraverso diversi immaginari; suoni di archi per definire musicalmente come manca il tempo di attendere, come nel tempo presente sia fondamentale muoversi, andare avanti per il poco che ci viene concesso.
Questo senso di rivolta viene descritto in modo più completo grazie alle sensazioni che la canzone Muoviti riesce a trasmettere.
La musica travolge nella sua completezza.

La Med Free Orchestra sfiora le sperimentazioni musicali del jazz ma anche quelle di riflessione politica in cui la voce cantata si alterna a parti rappate.
Un metodo offerto per lottare contro alcune consolidate incomprensioni, tra leggi discutibili e torti, con accenti polemici contro il razzismo.

All’improvviso, struggente, appare il cantato di una ninna nanna, che va a cullare il sonno di tempi difficili, come accade nella Ballata di San Lo’.
Troviamo un forte richiamo ad altre veloci ballate tradizionali, come Dondolo il Mondo, in cui la descrizione del viaggio assume particolari venature e ci trasporta altrove. Cosa portare nella valigia quando viene intrapreso un cammino, diventa uno degli interrogativi, che comprende ideali simbolici tra cui la terra di provenienza, la madre ma anche il ricordo di svariati momenti vissuti. L’inevitabile nostalgia per i nostri luoghi è placata dai ricordi e da sensazioni puramente emotive.
La melodia, descrive la particolare interpretazione delle questioni esposte attraverso inclinazioni musicali dalla ritmica marcatamente popolare.
Per contrastare ogni ostacolo e riuscire ad entrare nella testa e nell’animo di quelle persone che sperano di ottenere risultati, che siano alla portata degli sguardi ansiosi e critici, diventa utile riscoprire, oltre le amarezze della vita, come amare sia possibile per chiunque in qualsiasi luogo.

La Med Free Orkestra si fa portavoce di questo obbiettivo e Background diventa la perfetta mini-guida emotiva da tenere sempre stretta al cuore.

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