Esce il video di Stupida la Luna di TITA

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Esce il video di “Stupida la luna”, in versione integrale e non censurata, brano con cui la cantautrice e pittrice bergamasca si è aggiudicata la vittoria di Area Sanremo 2015 e due borse di studio.

 

VIDEO CREDITS
Diretto da Alessandro Martello
www.alessandromartello.com
Riprese di Alessandro Martello e Paolo Vecchi

Dice di lei Massimo Cotto:
“La prima volta che ho sentito Tita ho avuto la certezza, non solo la sensazione, di trovarmi di fronte a un talento puro e da proteggere, perché rielabora le sue influenze musicali in un modo originale. In un mondo abitato da cloni e fotocopie, l’unicità di Tita va sostenuta e incoraggiata in ogni modo.”.

“Stupida la luna” è il singolo della cantautrice e pittrice bergamasca TITA, brano con cui ha partecipato e vinto Area Sanremo 2015 (commissione composta da Massimo Cotto, Franco Zanetti, Stefano Senardi, Mauro Pagani, Maurizio Caridi e Maurilio Giordana).
TITA inoltre, grazie al brano, si è aggiudicata la Borsa di Studio Akamu che consiste nella frequentazione di un master sulla canzone d’autore presso l’Università di Asti: due giorni di lezioni sull’argomento con Giuseppe Anastasi (autore di Arisa), Cheope (Alfredo Rapetti Mogol, autore), Massimo Cotto, Stefano Senardi, Franco Zanetti e in chiusura, Morgan. Ha vinto, infine, la Borsa di Studio SMEMORANDA messa a disposizione da Nico Colonna direttore di Smemoranda.

TITA dice del brano, di cui è autrice di musiche e testi:
“Stupida la Luna è un momento di coraggio, è un’impronta.
Un gesto di ribellione, un inizio.
Luce e ombra si incontrano nell’equilibrio giusto per poter restituire all’occhio una forma.
E’ un consiglio che mi ripeto spesso nella testa e che mi piacerebbe poter dare, che è quello di rimanere accesi perchè ne vale sempre la pena. Di avere grande coraggio, di credere in ogni caso nella vita ed essere capaci nelle nostre inclinazioni, osare, sperare e anche esagerare.
Cambiare i propri punti di vista ma sopratutto guardarsi.
Una pancia è la morbidezza delle cose rotonde, che ci riparano e ci fanno bene.”.

Il canto è solo uno dei linguaggi espressivi utilizzati da TITA. “Stupida la luna”, infatti, è nata prima come un dipinto a tempera su pelle e impronta su tela, e soltanto dopo è diventata una canzone. “Spesso mi ritrovo davanti a una pagina o una tela vuota, senza avere chiaro in mente in cosa e come prenderà forma; ma c’è un’idea di fondo spinta dalle mie emozioni o dai miei desideri, un’idea che si fa più chiara e prende forma strada facendo.”, afferma la cantautrice.
Il brano anticipa l’uscita dell’EP, prevista per la primavera 2016.

BIO
TITA, Cristina Malvestiti, nasce a Bergamo il 9/11/1987 e il suo percorso artistico inizia durante l’infanzia, periodo in cui manifesta un interesse “onnivoro” verso ogni forma d’arte. A bordo della roulotte di famiglia, giocando con pennelli, parole e melodie, prendono forma le prime creazioni artistiche fino a quando, all’età di 11 anni, inizia a suonare la chitarra e a frequentare i primi corsi di canto. A 14 anni iniziano le prime esperienze sul palco con diverse cover band rock-blues e dal 2007 studia presso Z&N Vocal Studio seguita dal Vocal Trainer Maurizio Zappatini. La passione per la musica e il canto la spinge negli anni a scrivere canzoni, in cui il suo animo soul si fonde con l’intensità e la leggerezza della lingua italiana. La sua voce, dal timbro caldo, scuro e personale è accompagnata da una gestualità stravagante. Curiosità ed entusiasmo, instabilità e paure prendono corpo in testi evocativi di immagini e suggestioni, che mettono a nudo un animo inquieto ma tenace, in bilico tra energia e fragilità. E’ con il suo brano “Stupida La Luna” (ottobre 2015) che partecipa e vince Area Sanremo 2015, valutata dalla commissione composta da Massimo Cotto, Franco Zanetti, Stefano Senardi, Mauro Pagani, Maurizio Caridi e Maurilio Giordana. Si aggiudica inoltre la Borsa di Studio Akamu e la Borsa di Studio SMEMORANDA. Per la primavera del 2016 è prevista la pubblicazione del suo primo EP. Parallelamente alla musica, Tita si esprime anche attraverso linguaggio pittorico. Trova nella pittura la sensazione di un’avventura, uno stato di sbilanciamento, di prova ed errore. Le sue rappresentazioni pittoriche sono caratterizzate da immagini forti, simboliche e fintamente ingenue, trattando I temi dell’identità, della pelle come zona di confine tra noi e l’esterno, del corpo e le sue costrizioni. Figura chiave è quella femminile, spesso colta tra resistenza e disfacimento. Una ricerca, la sua, che spesso avviene attraverso l’improvvisazione e l’osservazione degli effetti del caso, perché “c’è sempre la possibilità che le cose vadano in altre direzioni, è affascinante la sensazione dell’imprevisto e come ci si trova a reagire”.

 

Fonte: Ufficio Stampa – Astarte Agency