ENTROPIA & VERA DI LECCE..TRA ELETTRONICA, POP ED ETNO MUSIC

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ENTROPIA & VERA DI LECCE – FRAGMENTS (ECLECTIC PRODUCTIONS)

Entropia & Vera di Lecce (ex cantante di Nidi D’arac), in Fragments fanno una impressionante carrellata in mondi e mood diversi dell’elettronica (ambient, techno, acid, etno), tenendo a mente le lezioni di Brian Eno e degli Orb (che rieccheggiano in diversi brani), con in più dalla loro la voce sognante e ipnotica, a tratti pop, di Vera. Un bellissimo tributo al mondo dell’elettronica.

Quando avete iniziato a fare musica?

Entropia: usando questo naming dal 1996, in realtà siamo in attività dalla metà degli anni ’80 con numerosi progetti legati alla new wave, al jazz e alla musica sperimentale. Dal decennio successivo abbiamo iniziato ad operare nel settore elettronico, con l’ondata techno che ha caratterizzato quegli anni e in particolare la città di Roma.

 

Vera di Lecce: Essendo figlia d’arte (i miei avevano una compagnia di teatro sperimentale), sono cresciuta con musica e danza. Dopo un periodo con Arakne Mediterranea (compagnia di danze e canti popolari salentini, fondata da mio padre Giorgio Di Lecce), sono entrata nel gruppo di world music Nidi D’Arac (2003). Nel 2010 ho iniziato a sperimentare con i loops e da quel momento ho proseguito con il mio progetto solista.

Con quali artisti siete cresciuti?

Entropia: siamo cresciuti ascoltando innumerevoli artisti, dai King Crimson ai Kraftwerk, dai Gentle Giant a Brian Eno, passando per Miles Davis, Tangerine Dreams, Area, Gong, Pink Floyd, Yes, Tuxedomoon, Ultravox, Japan, Sakamoto, Vangelis, Talking Heads, Television, Funkadelic, David Bowie.

 

Vera di Lecce: Pink Floyd, Radiohead, Billie Holiday, Battiato, David Bowie, Bjork, Patti Smith, Laurie Anderson per citarne alcuni, in generale ho sempre spaziato tra musica psichedelica, world music, elettronica, jazz e sperimentazione in generale.

 

 

Come nasce la vostra musica?

 

Entropia: la nostra musica nasce dall’esplorazione dei linguaggi e dalla contaminazione. Ci interessa miscelare idee di matrici diverse in un unico lessico.
È dagli anni ’90 che cerchiamo di amalgamare espressioni musicali diverse con l’elettronica nel tentativo di dare una raffigurazione originale del presente.

 

Vera di Lecce: Cerco di fare tesoro di tutte le mie esperienze musicali (jazz, musica popolare, elettronica) per creare, o meglio, ricercare una mia identità artistica che riesca ad amalgamarle tutte.

 

Quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

 

Entropia: sono molteplici, spesso ci ispiriamo a idee visuali o letterarie. Ci capita spesso di collaborare con artisti di altre discipline e lavorare su un concept preciso, seguire quindi un tema e dover accompagnare una narrazione. In questo caso ci siamo ispirati ai possibili accostamenti fra i nostri suoni e il perimetro nel quale si muove Vera nei suoi.

 

Vera Di Lecce: Vale anche per me, un viaggio in metropolitana, una lettura, un quadro o il vento tra le foglie degli alberi, qualsiasi forma di esperienza è una possibile fonte di ispirazione.

 

Di cosa parla la vostra nuova avventura musicale?

 

Entropia & Vera Di Lecce: Crediamo sia un viaggio. Un percorso che unisce più binari: l’antico, il contemporaneo, lo sconosciuto. La voce della poetessa Saffo fluttua su un tappeto elettronico tra glitch e chitarre synth, così le sue parole assumono un nuovo significato, un messaggio di inclusione, trasformazione e possibilità.

 

 

Quali sono i generi in cui spaziate nella vostra produzione?

 

Entropia & Vera Di Lecce: Psychedelia, elettronica, jazz, musica tradizionale.

 

Cosa ne pensate dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

 

Entropia: i social sono uno strumento importante per comunicare direttamente con gli ascoltatori, hanno il difetto di essere un immenso territorio sterminato in cui vivono milioni di profili indistinti. In un contenitore cosi affollato i tempi di fruizione delle informazioni sono rapidissimi, si è invasi di input di tutti i generi e avere una comunicazione esaustiva non è sempre semplice.

 

Vera Di Lecce: Credo che i social siano un ottimo strumento per promuoversi e creare un contatto diretto non solo con i fans ma anche tra artisti. Molte collaborazioni, almeno per quanto mi riguarda sono nate attraverso il web. Trovo anche che superare la distanza tra musicista e ascoltatore sia un buon modo per entrambi di confrontarsi e stimolarsi, di condividere l’arte in maniera semplice e immediata.

 

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

 

Entropia: Un’idea portante che colpisca. Un elemento di originalità che lo caratterizzi.

Vera Di Lecce: La spontaneità, la ricerca, la sperimentazione.