EKYNOXX… LA LEZIONE DEI ROCKETS RIVEDUTA E CORRETTA PER GLI ANNI 20

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Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Lo stile degli EkynoxX solca architetture sonore moderne e futuriste, con sguardi all’estetica electropop del passato, spaziali, minimali; il volto più cosmico del pop.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il nostro ultimo album si intitola “Gravità Zero”.
Con questo album abbiamo voluto mantenere il nostro stile minimale elettronico, con influenze che giungono dalla bella musica elettronica del passato (i nostri ispiratori sono Giorgio Moroder, Kraftwerk e Jean Michel Jarre, tanto per citarne alcuni), ma inserendo stilistiche e suoni moderni, prendendo esempio da Goldfrapp, Royksopp, Ladythron, e tanti altri che stimiamo.
A differenza del nostro primo Album, che era tutto in inglese, questa volta abbiamo deciso di lanciare dei messaggi legati all’attualità: un Concept album che ha tutta l’energia del pop elettronico e della musica dance, con un occhio di riguardo, a livello di tematiche, per la società ed il mondo di oggi.
Un lavoro che analizza e porta in musica (cantato in italiano ad eccezione di una bonus track) lo stato attuale della società in cui viviamo. Nei testi delle canzoni compaiono riferimenti a temi importanti come l’inquinamento ambientale, l’alienazione sociale correlata ai social media, il controllo sull’individuo attraverso la raccolta dei dati personali, il consumismo, l’impoverimento delle relazioni interpersonali ed infine il sentimento. Il tutto è sorretto da sonorità electropop, con uso massiccio di sintetizzatori analogici.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Pensiamo che il timore di molti locali legato all’economia sia lecito, soprattutto in questo momento di crisi, ma il dover a tutti i costi sfruttare l’arte per un ritorno economico è sicuramente un “fattore killer” per la stessa. Una volta nei locali la musica veniva proposta per il semplice fatto di rendere lustro al locale stesso, e omaggiare il suo pubblico. Se i locali sono in crisi, dovrebbero forse implementare certi servizi e non servirsi delle band per aumentare la loro clientela. Un artista non è un venditore: di certo ogni band, come anche noi, ha il suo seguito, ma il lavoro vero di un musicista non è quello del P.R.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Moltissimo! I social sono un veicolo di musica, immagine e stile, che ti permette di arrivare ovunque nel mondo!
Grazie ai social abbiamo acquisito (oltre che dall’Italia) anche fans dall’Estero, cosa che 20 anni fa, sarebbe stata impensabile per una band emergente, senza un ottimo manager!

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Dopo una prima partecipazione nel 2018, al contest musicale “Sanremo Rock”, la nostra esibizione sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, ha colpito il Patron della manifestazione, Angelo Valsiglio, a tal punto, da richiamarci in qualità di Special Guests, per la successiva edizione del Festival.
Da questa bellissima esperienza è nata anche una collaborazione con gli organizzatori di Sanremo Rock, che ci hanno successivamente coinvolto in altri eventi come Miss Reginetta d’Italia e una Voce per l’Europa.
Con l’occasione, quindi abbiamo avuto modo di assistere all’esibizione di molte band emergenti.
Grazie a questa partecipazione, non abbiamo potuto fare a meno di notare che ci sono moltissimi artisti underground che seguono anch’essi la nostra strada che è

quella dell’elettronica, un genere purtroppo sottovalutato in Italia e invece molto apprezzato all’estero. Grande pecca per il nostro bel paese è quello di osannare i prodotti esteri, a discapito delle nuove leve autoctone, per ciò che concerne l’electropop.

Ci piacciono molto i gruppi Indie, non tanto tra quelli più commerciali, ma soprattutto tra gli emergenti più underground, ma purtroppo, negli ultimi sei mesi a causa dell’emergenza Covid, non è stato possibile assistere a concerti dal vivo se non in streaming.

C’è molto movimento nell’indie elettronica Nazionale, che però purtroppo non viene molto considerata in patria, mentre così non è per la scena musicale italiana all’estero, dove gruppi o progetti come Djs From Mars, i più oscuri Soviet Soviet, e la electropop indie dei Meds e molti altri hanno trovato i loro spazi.