E VA IN ONDA…LA RIVOLTA DEL PERDENTE

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IL GIGANTE – LA RIVOLTA DEL PERDENTE
Etichetta Jap Records

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Sorto dalle ceneri degli Sluggish Tramps, Il Gigante è il progetto musicale nato nel 2016 da Daniele, Giacomo, Simone, Marco e Samuele. Loro propongono un’alchimia di sonorità stoner rock, blues (con testi cantati in lingua italiana) unita ad un approccio viscerale caratteristico della classica line up composta da voci, chitarre, basso e batteria. Nel loro primo LP (mixato a quattro mani dal produttore e da Marco Romanelli presso il The Garage Studio, masterizzato a La Maestà di Giovanni Versari) i ragazzi umbri mantengono il loro trend primordiale: Il Gigante picchia duro, ma trova comunque i suoi momenti di riflessione ed introspezione.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Il primo aggettivo con cui ci piace descrivere la nostra musica è “viscerale”. Ciò che facciamo esprime quello che di più profondo abbiamo dentro di noi, dà forma ai più primitivi sentimenti dell’essere umano come la rabbia, la tristezza la voglia di rivalsa. Dopodichè pensiamo che la nostra musica sia “diretta”. Abbiamo scelto una formazione che comprende un set “classico” per la musica rock con chitarre, basso e batteria proprio perchè pensiamo che in questo modo la musica arrivi diretta a chi ascolta. Un aggettivo che si potrebbe accostare bene con “diretta” è “dura”. I suoni sono duri, perchè la realtà è dura e noi non ci vogliamo nascondere dietro un velo di banalità. Un’altra etichetta che vorremmo che fosse appiccicata alla nostra musica è “grintosa”. Siamo un pò stufi infatti di vedere gente che non trasmette nulla con la sua musica se non indifferenza o apatia, a noi la musica fa ribollire il sangue dentro alle vene, ci dona gioia ed energia e la vogliamo assolutamente condividere con chi ci ascolta.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Il nostro lavoro recentemente uscito per Jap Records si chiama “La rivolta del perdente” e racchiude in sintesi tutto un lavoro di slancio che ha caratterizzato quel periodo che è andato dalla fine del tour che ha seguito l’uscita del nostro EP “Stomp!” del 2017 fino ad aprile 2018 quando siamo entrati in studio per registrare l’album. Infatti con l’EP abbiamo voluto come “tastare” il terreno con un lavoro che per la nostra storia artistica ha sancito un profondo cambiamento in quanto prima dell’EP avevamo un altro nome e tutto un altro tipo di progetto artistico. Dopo aver “registrato” questo cambiamento, suonando ai concerti e levandoci qualche soddisfazione, abbiamo deciso di proseguire su questa strada scrivendo in poco più di due mesi “La rivolta del perdente”. Il percorso di produzione vera e propria si è concretizzato poi negli studi della Blue Dot Productions di Arezzo, dove Enrico Zoi ha dato un grosso contributo per la realizzazione del lavoro. Tra i vari esaurimenti e le nottate in bianco per rifinire i dettagli, le registrazioni terminano ad agosto 2018. Infine pubblichiamo il lavoro il 15 gennaio del 2019.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Probabilmente ti diremmo che porteremo tutta la gente che ti meriti di avere…

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

I social sono importanti in quanto sono un utile strumento che ci permette di condividere un percorso insieme a persone che già conosciamo, oltre che per diffondere il nostro lavoro anche verso nuovi ascoltatori. D’altronde, dall’altro lato del social cioè quello del fan, vediamo che le varie piattaforme ci permettono di fruire in modo facile e “fluido” dei contenuti che gli artisti che seguiamo pubblicano, ad esempio riusciamo ad avere dettagli sulle date dei concerti o magari leggiamo facilmente interviste o recensioni. Perciò per qualsiasi artista, emergente o non, è importantissimo investire tempo (e soldi) nel programmare in maniera corretta la comunicazione tramite i social network.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Noi siamo fieri sostenitori della scena underground indipendente. Ma badate bene che occorre fare una distinzione. Il vero indipendente è colui che costruisce da solo il percorso che attraverserà e quindi non tutto ciò che è chiamato “indie” in realtà è indipendente. Anzi spesso e volentieri ciò che è “indie” è un qualcosa da mercificare e somministrare alla gente, etichettato come alternativo ma in realtà ben in linea con il canone della semplice vendita di un prodotto. Il vero indipendente è colui che spende stipendi ottenuti da altri lavori per produrre i dischi che con estrema probabilità non venderà mai, spesso facendo musica che non va di moda. Di concerti di artisti indipendenti ne vediamo a dozzine. Dai concerti di artisti “indie” cerchiamo di starne alla larga.