Dalla band alla carriera solista: intervista a Ru Fus

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Emiliano Valente, in arte Ru Fus è tornato con un album solista.
Noi ne abbiamo approfittato per rivolgere a Ru Fus qualche domanda sul passato e sul nuovo presente.

Intervista a cura di Angela Mingoni

Ru Fus, il tuo nuovo album (Ru Fus, ndr) non è certo morbido, ma al contrario rappresenta a pieno titolo il metal e lo stoner rock, tanto nelle chitarre preponderanti, quanto nella voce ruvida e nel canto urlato. Cosa ti affascina maggiormente in questo genere e come ti ci rispecchi?

Non saprei cosa mi affascina di più di queste sonorità ,magari sono quelle con le quali sono cresciuto,essendo non più un giovanotto,quelle di metà anni novanta che sono sono state fondamentali nello sviluppo del mio modo di suonare ,parlo di band come Alice in chains ,soundgarden,Melvins e altre che hanno sempre coniugato una matrice sonora aggressiva ai limiti del metal con influenze comunque anche più radicate nell hard rock anni settanta.

Per un lungo periodo hai fatto parte degli Zen Circus (il THE è arrivato in seguito).
Ma non solo, hai suonato anche nei The Bugz e Reverberati.
Dopo tanti anni “in gruppo” decidi di presentarti al pubblico da solo, per soddisfare quale esigenza?

Non c è un motivo particolare, in qualsiasi band in cui ho suonato ho sempre proposto quelle che sono le mie idee musicali cercando di farle amalgamare con lo stile del gruppo ,così è stato negli Zen che a differenza di quello che fanno come Zen Circus agli albori proponevano un suono molto vicino a quello di cui ti dicevo prima ,così e’ stato nei The Bugz prima che l influenza garage rock prendesse il sopravvento .Discorso a parte sono i Reverberati ,surf band che ho fondato per dare sfogo ad un altra mia grande passione che e’ la surf music di Dick Dale,Chantays e simil.

Scorrendo la biografia è abbastanza evidente che sei, artisticamente parlando, parecchio inquieto.
Questa tua continua esigenza di cambiamento, da cosa dipende?

Eheh più che inquieto sono sempre in fermento musicalmente parlando ,sono un onnivoro e assorbo veramente di tutto in ambito prevalentemente rock e questo mi porta continuamente idee che cerco di tradurre in musica dandogli un impronta il più possibile personale.

Sebbene sia abbastanza difficile, c’è un pezzo tra gli undici, a cui Ru Fus è in qualche modo più legato?

Non saprei indicarne uno con certezza ,forse Radiation ,che è stato il primo che ho composto e che ha dato il via all album ,e’ stato il mio primo pezzo composto,arrangiato e in cui mi sono cimentato nello scrivere un testo e quando è stato completato mi ha aperto un autostrada davanti e fatto capire che sarei stato in grado di dare una forma compiuta a tutte le idee che avevo in testa.

Chi si approccia a Ru Fus, inteso sia come album ma anche come artista, cosa deve aspettarsi?

Un album che spero apprezzeranno quelli che come me hanno passione per un certo tipo di musica intesa sia dal punto di vista prettamente musicale che da quello attitudinale ,quella che forse oggi è un po più difficile da trovare ,quella in cui avevi la possibilità di avere una sala prove in un centro sociale come ho avuto io , dove avevi la possibilità di suonare senza un allarme che ti metteva fretta ,oppure finivi le prove e andavi a tappezzare la città col volantino del tuo concerto o godevi per una registrazione di fortuna su una musicassetta con lo scotch sopra ,lo so che sono discorsi da vecchio bacucco qual sono ehehe,ma sono contento di avere vissuto quel periodo ,grazie mille dello spazio concessomi. Ciaoo.

Grazie Ru Fus!
Anche se non ne hai bisogno, in bocca al lupo!

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