Borgo Grotta Circus 2014: Il Primo Maggio che proprio non ti aspetti!

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Scritto da Angela Mingoni

Acqua a secchiate per noi il Primo Maggio.
Fortuna che eravamo sotto il tendone, per fortuna che ci siamo beccati il lato senza fango. Arriviamo appena in tempo, poco prima del diluvio universale.
Quando la pioggia ci da un paio di minuti di tregua ci organizziamo per allestire il nostro banchetto; il tavolo lo recuperano i maschietti, ed io che voglio dimostrare non so bene cosa, provvedo a prendere una panca, sotto lo sguardo di due o tre baldi giovani che mi osservano e rispettano a pieno la parità di sesso, ma ancora di più il fatto che il Primo Maggio non si lavora e l’unico peso da portare è quello del bicchiere di birra verso la bocca.
Chilometri di scottex usati per asciugare, e tra un sposta le borse di qua e un sistema le magliette di là, in poco tempo riusciamo ad organizzare il nostro angolo, sempre più felici di essere stati presi in considerazione come parte attiva in un evento così importante. 
Assaporare la preparazione è il momento più piacevole, quasi più dell’ assistere al concerto stesso, quasi.
Praticamente siamo sotto il palco e ci godiamo la musica urlandoci nelle orecchie per comunicare, ma già grazie al primo gruppo, gli Welcome Coffee, sappiamo che ne vale la pena.
Sono le 16.00 e siamo un poco preoccupati perché non ci pare ci sia troppa gente, ma di lì a pochissimo la situazione comincia a movimentarsi, soprattutto quando sul palco salgono quei quattro muletti dei Brazos. Sono giovanissimi ma in meno di un anno hanno conquistato una fetta di pubblico ragguardevole, partendo dai vicoli di Trieste e girando di locale in locale senza probabilmente prendere la loro avventura troppo sul serio. Ora però sono serissimi, e pieni di quell’energia positiva che si scarica tutta sul palco. Per non parlare poi del pubblico, recettivo e soddisfatto per un’esibizione impeccabile.
Nulla hanno da invidiare, comunque, i Doppia Personalità che dopo circa due anni di assenza dal territorio triestino, tornano in occasione del concertone e come sempre non ci lasciano insoddisfatti. Tra una Mrs Biron ed un Triangolo delle Bermuda la resa sul palco risulta coinvolgente ed appassionante. Si capisce, guardandosi intorno, che forse un poco la gente si è disabituata ai loro live, perché mancavano da troppo. Mancavano davvero.
Nemmeno i Figli di Puff si risparmiano in quanto ad energia ed entusiasmo. Indubbiamente sono una band ben consolidata sul territorio e questo è in larga parte dimostrato dal calore del pubblico in ovazione.
Non potrebbe essere altrimenti; i ragazzi (e la violinista che è la prima donna dopo due ore ad esibirsi) sono musicisti impeccabili, che rendono il folk un genere amabile e lo portano ad un livello che non è più solo quello di nicchia.
Vero che non si può conoscere tutti, mi dispiace però aver scoperto solo ieri i Boomerangs. Di ciò che abbiamo assaporato ricordo con piacere le urla dalle forti venature punk e quel sound rude e sporco, praticamente magnifico.
Intanto il tempo vola; un po’ perché stare al banchetto comporta il contatto con gli artisti e gli acquirenti, un po’ perché gli organizzatori hanno fatto le cose per bene, i sound check sono rapidi ed efficaci, le band disciplinate e tutto si muove in modo naturale e con criterio.  Line up scelta con cura, il fonico ed il service hanno supportato con grande professionalità lo show.

Sono le 20.00 ed arriva il momento di tre splendide pin-up: Les Babettes. Le loro voci si fondono completamente fino a diventare  un unico e soave agglomerato armonico. Si alternano durante l’esibizione, nessuna rimane mai al centro per più di un pezzo, nessuna toglie spazio all’altra, ognuna con la propria bellezza e femminilità ammalia il pubblico, soprattutto quello maschile.
Headliner della serata sono i Selton; brasiliani di nascita ma milanesi d’adozione, hanno infiammato gli animi grazie ad un viaggio che parte dal Brasile e si intreccia al pop più europeo, trascinando l’ascoltatore il quale si ritrova, forse anche suo malgrado, a muovere il corpo a ritmo di samba. Pezzi come Piccola Sbronza ed Across the Sea sono i pilastri del sound Selton.

Un’intera ora di conturbante ritmo in levare era ciò che ci si poteva aspettare come conclusione della giornata live. Ai Gimma Spliffa & Friends (dove i friends si alternano uno dopo l’altro on stage) non gli devi insegnare proprio nulla e tra sax, chitarre e dread infuocano gli spettatori con sonorità calde e voci sporche, un intreccio perfetto che fa assaggiare succosi sprazzi di Jamaica.
Non affatto lontano dallo spirito reggae sia nell’aspetto che nell’animo, tocca ad Andrea Kwalaman il compito di portare a termine la giornata con un lungo djset per intrattenere i recidivi che dopo un intero giorno di bevute, non si rassegnano a dover tornare a casa.
Noi, al contrario siamo esausti; fa freddo, l’umidità è entrata intrepida nelle ossa, carichiamo la macchina e ce ne torniamo a casa.

Ah si, quasi dimenticavo; come non citare l’intrepido conduttore Luca, che con la  giacchetta ed il cappello tipici dell’imbonitore circense, aveva l’arduo compito di presentare ogni singola band. Tanto esplodeva di energia sul palco, tanto era placido dietro le quinte, con l’aria di quello che sembra di no ma tutto controlla.

Dimenticavo pure i ragazzi di Impatto Visivo, che si sono fatti un mazzo non indifferente per le riprese dell’intera giornata. Più le interviste, più le foto.

Ah sì, e Stefano che curava i dj set tra gruppo e gruppo. E le Associazione AltraMusica e IFVG.

Contatti:
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