Alla ricerca di Casa con vista Marte: tornano i Piccoli Animali Senza Espressione

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I Piccoli Animali Senza Espressione (dal nome di un racconto di David Foster Wallace) sono il nuovo progetto del fondatore ed ex bassista dei Virginiana Miller Andrea Fusario. Cerco casa vista Marte è il secondo capitolo della loro produzione ed esce per la label bolognese Irma Records, andando a perfezionare il discorso artistico iniziato con l’esordio di qualche anno fa This Incanto (uscito nel 2012).
L’album pone sul piatto un suono più caldo reso possibile dall’innesto di un batterista che con l’ausilio di sonorità elettroniche riesce a creare un impianto ritmico elettroacustico; un approccio sicuramente più analogico che però non evita alla band la possibilità di ricorrere a sistemi moderni di registrazione come la 3D Enhanced Surround Technology, un sistema che consente di “spazializzare” fino a 56 sorgenti audio. Eppure il risultato non riesce a convincere del tutto, complice una scrittura che non coglie nel segno risultando poso ispirata e non incisiva.

Non bastano le importanti collaborazioni con Andrea Bardi, gli stessi Virginiana e addirittura Robin Guthrie dei Cocteau Twins: tranne pochi episodi come ad esempio Teletrasporto, Instant Pharma (evidente il gioco di parole con la famosa hit di Lennon per un brano di dance rock lunare) o l’opening track Tredici (un interessante saltarello medievale in salsa elettroacustica che si evolve in un ritornello realmente intenso), l’ascolto di Cerco casa vista Marte scorre via abbastanza piatto rasentando punte di noia.
Nonostante una complessa stratificazione sonora e l’ingresso in pompa magna nella vetrina della musica indipendente, la sensazione è che I Piccoli Animali Senza Espressione la casa con vista Marte non l’abbiamo ancora trovata.

 

 

 

 

 

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