“Vuoto Sincronizzato” l’Album di debutto di FAIA

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Gianpaolo Faia, elettrizzante song writer della provincia di Avellino, nato nei “sintetizzati” anni ’80, ha da poco fatto uscire il suo primo album da solista : Vuoto Sincronizzato .

Dai primi vagiti è connesso alla musica, come lui stesso racconta nella propria biografia “…neonato, ad ogni risveglio tirassi la cordicella del carillon per ascoltare la musica. Quello è stato il momento in cui ho realizzato quale fosse il modo più divertente per giocare con il mondo: creare…” .

Il progetto è un suggestivo incontro tra uno spirito rock imbrigliato in un circuito elettronico, un dialogo sonoro ben riuscito e molto raffinato. Il disco è autoprodotto in collaborazione con “La Clinica Dischi” (Milo Manera e Leonardo Lombardi), scritto e suonato da Faia, affiancato da fidati musicisti quali: Angelo Prudente (basso), Vittorio Vigilante (chitarre) e Giacomo Lomasti (chitarre). Hanno inoltre collaborato Giuseppe Coglitore e Manuel Maccarone (batterie). A primo acchito l’album ricorda per vocalità e tematiche i Marlene Kuntz di “Senza Peso”, un chiaro riferimento a un’anima rock indipendente : in cui ogni canzone è un chiaro punto di riflessione personale e sociale. Ma richiama per melodie e gusto fine anni ottanta inizio anni 90’ echi internazionali come The Cure, New order,The Police, Depeche mode..Analizziamo quindi le varie tracce di questo album :

ALICE:

Come ne “Il meraviglioso mondo di Alice” la società di oggi cerca di nascondersi in una realtà virtuale per non prendere atto della propria realtà, ma alla fine le problematiche di ogni giorno ci costringono al fatidico “tu per tu” con esse.

UN CORPO DAVANTI:

Il corpo umano perde di significato, le sue gestualità non vengono più percepite nella realtà del ventunesimo secolo. Parole senza corpo, in cui anneghiamo giorno per giorno.

NEL BUIO DEL FONDO:

Il riff elettronico la fa da padrone sin dall’inizio : un urlo che vuole sovrastare tutte le voci che durante ogni giorno ci sopprimono, quando si tocca il fondo della ripetitività e si vuole squarciare questa monotonia ( fondo) per ritornar a respirare.

QUALCOSA RESTERÀ:

Echi anni ‘ 80 : a volte è difficile trovare qualcosa, qualcuno, un senso nei momenti più difficili, ma a ogni volgere del giorno c’è un tramonto in cui ci ricordiamo che tutte le nostre speranze, bisogni, possono esserci ricordate dagli occhi delle persone che ci vogliono bene.

L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI:

Quando arriverà l’apocalisse, quando tutto sarà finito, quando ci sarà il finale di tutto? Tutti questi quesiti non trovano risposta difronte all’immensità dell’universo, le domande si perdono in esso.

IENE:

Un po’ come nel Re Leone, esse sono la personificazione dell’inutile e ipocrita faccia del potere, le più inutili e le più subdole, le stesse che rivediamo sotto strati di fard alla tv da anni. Una canzone che è un bellissimo richiamo di a “Fior di Pelle” dei Marlene, per il fare ruggente tuonante che voce e riff hanno.

ORDINARIAFOLLIA:

A volte un gesto che va in controsenso, serve a riprendere la rotta, a spezzare gli schemi che ci stavano opprimendo .

OLTRE IL MURO DEL SUONO:

Canzone dalla veloce ritmata elettronica, ci ricorda proprio il desiderio di andare oltre il muro del suono, la voglia di cerare desideri e verità che possano dissipare la foschia della vita di ogni giorno.

DECADENTI:

Narrazione nostalgica, una “Blue Monday” italianizzata, di un civiltà utopica e disfattista, un realtà a volte non troppo lontana.

L’INVERNO:

Una condizione di vuoto tristezza, quasi di anaffettività che si vuole identificare con l’inverno. Ma come ogni lungo inverno solo il calore dell’affetto di chi ci sta accanto, può riscaldarci.

VENERE:

Incarna ogni desiderio di un uomo, tra passione, viaggi speranze, accompagnata di sottofondo da un vago richiamo a “Personal Jesus” dei Depeche, quasi un contrasto voluto tra le tematiche delle due canzoni.

Un album “Vuoto Sincronizzato”, che è sincronia di suoni, tematiche, voce e carisma a mio dire, un otto convito e meritato, perché l’artista che qui si presenta ha molto ancora da dire, e speriamo lo faccia sempre allo stesso medesimo , eccellente, modo.

8/10




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