VIVERE O MORIRE

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Motta torna, un disco interressante, dalle sonorità ricche di ritmi, come è giusto che sia per un cantautore specializzato nelle percussioni. Questo secondo lavoro di certo non stupisce come il primo ma i paragoni sono inutili.

Nove tracce, edite da Sugar che si affianca a Woodworm, in cui qualcosa  che manca c’è. Che sia la produzione del primo disco? Questo resterà un mistero.  Non sempre ci si può ripetere.

Nel complesso il disco risulta difficile e potrebbe risultare addirittura “faticoso” al primo ascolto, infatti le nove tracce vanno ascoltate e riascoltate per delle scelte decisamente coraggiose da parte del musicista. 

Vivere o morire è un titolo emblematico, o la va o la spacca e dopo un secondo ascolto spacca decisamente.

Nove tracce emblematiche, che vanno a toccare tematiche più o meno importanti che girano attorno all’amore, forse quello per la Crescentini, che sembrano una sorta di introspezione di Francesco. Ultime canzoni,  quello che si è diventati, ricerche e esternazioni che mettono in risalto la sensibilità  del cantautore come in una sorta di analisi interiore.  

Nonostante alcune incertezze questo resta un capolavoro degno di nota, difficile come un Picasso, pieno di significati come un Van Gogh. 

 




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