Vanterrania: il suo album “Galaxies” fonde industrial, electro e rock

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Se mi chiedessero quale canzone sonora userei per descrivere l’inizio di questo lungo inverno sicuramente proporrei loro “Galaxies” il nuovo album di Vanterrania.

Man mano che lo ascolto sento il mio corpo avvolto dalle umide e fitte nebbie che caratterizzano le corte giornate invernali, nelle quali uno spiraglio di luce è quasi un miraggio lontano, un viaggio che non ha meta né fine, in cui tutto è privo di forma e lineamenti.

Ed è così che potrei definire il suono di Giovanni Brancati, in arte Vanterrania, un’immersione in una nebbia di suoni densi e cupi dove con affanno si cerca una via di uscita, un “safe point” da questa labirintica e ipnotica condensa di suoni.

Vanterrania già in passato, con i suoi precedenti progetti, ha proposto melodie che racchiudono dentro di loro le anime tumultuose e apparentemente discordanti dell’industrial, ambient ed elettronica.

Partendo dalle origini, Giovanni Brancati è un musicista che nasce a Scicli (RG) il 14 Ottobre 1975, ed inizia la propria carriera artistica come chitarrista in varie rock band. La voglia di sperimentare e comporre lo portano alla nascita di due album “Mysterious” ed “Electronix” (entrambi del 2016) che ricordano delle “colonne sonore” dalle tinte elettro – psichedeliche.

In “Galaxies” c’è una conferma ulteriore di questo viaggio noise – psichedelico intrapreso dall’artista, un lavoro maturo che ci accompagna all’interno delle tenebre di suoni che solo Vanterrania, volendo, è in grado di dissipare. “Galaxies” è un viaggio all’interno dell’oscura galassia, un viaggio all’interno delle nebbie dello spazio e del tempo, in cui non c’è misura né fine. Dieci tracce che iniziano con “Space” un carillon elettronico, una corsa fluttuante senza tempo che riprende artisti come God is An Astronaut e Mogwai, e finiscono con “Wonderland” che diviene una sorta di annuncio, una promessa epica alla M83 in chiave più industrial, della fine di questo lungo vagare, sembra quasi si sia raggiunto la fine di questo percorso labirintico, una nota positiva alla fine di queste nebbie spazio temporali.

Galaxies è decisamente un album da ascoltare per la sua capacità di traslarci in dimensioni a noi sconosciute, senza farsi intimorire dalle tonalità spesso cupe e lugubri, poiché in fondo la paura dello sconosciuto è una paura che ci accompagna da sempre, e Vanterrania è in grado di dare a queste paure una voce. Un nove meritato, per aver fatto un viaggio interdimensionale nell’arco di un’ora.

9/10




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