Tutto l’ Io di un cantautore: MEnestro Ep

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Scritto da Angela Mingoni

MEnestro  Cantautore parte in quarta ed offre un ottimo incipit al suo Ep.
Il problema però sono le aspettative; nel senso che se cominci con un pezzo pieno di passione come minimo il fortunato (perché tale si sente) ascoltatore si fa un’ idea quasi precisa; un pensiero quindi, secondo cui si erge  a testimone di  qualcosa di bello ed importante. Le chitarre predominanti, il ritmo incalzante e la voce sorniona creano una bomba sonora che ricalca con linee perfette la rabbia di Tutto il Mio Niente.

L’impasto sonoro è compatto anche in Equilibrio, dove viene a crearsi un particolare paradosso tra titolo, musica ed espressione. Perché se buttando l’occhio alla scaletta dell’Ep ci si crea l’immagine di un pezzo dai toni leggeri , questa intuizione  è subito scardinata dall’effettivo ascolto; arriva il basso, così misterioso,  ad introdursi furtivo nell’intro e lì resta, quasi messo in angolo dalla chitarra che è anche qui  in sintonia con la batteria, sempre precisa ed aggressiva.
Ancora ritmo sfrontato in una canzone che nonostante il sound, resta d’amore.

Le apparenze, però, continuano ad ingannare. A far capolino quasi a conclusione del lavoro arriva Il Male Sottile, incarnazione della vera ballad.
Peccato che qui la voce sia tutt’altro che dolce e sottile, ma si fa sempre più  roca, diventando portatrice di una forte tristezza quasi urlata.
Parliamo di una canzone fortunata, poiché inserita nel 2008 nella colonna sonora del Film Tv Diario di Classe del regista Cristiano Bortone, andato in onda su Discovery Real Time e su Rai3 tra Maggio e Giugno 2008

MEnestro Cantautore è un tipo malinconico; le basi tendenzialmente danzerecce nascondono testi con quel  sapore che nella bocca amaro resterà, tanto per citare la seconda traccia Infruttuose Comodità.
L’amarezza, dunque, è alleggerita da atmosfere meno cupe rispetto alle parole che restano fedeli alla linea e non lasciano mai trasparire segni di benessere.  

Manca all’appello L’attentato che, come il titolo stesso suggerisce, è una forte critica al mondo degli uomini  un po’ vittime di una società sempre più orientata al consumo e alla futilità, un po’ consapevoli della condizione disastrosa a cui vanno in contro ma inermi per scelta.

In seguito all’esperienza maturata con gli Invisi, gruppo scioltosi nel 2006, MEnestro si dedica anima e corpo alla produzione di questo suo lavoro regalando una buona prova di abilità stilistica.
Quindi ricapitolando: vena romantica, invettiva sociale, serietà e dolcezza, pare che qui non manchi proprio nulla.

 

 

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