The Gluts: Warsaw

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Scritto da Sara Stella

L’ album di debutto del gruppo milanese dei The Gluts arriva a soli 7 mesi dal loro 7” Tears of Ink . Il titolo è Warsaw e uscirà l’11 marzo esclusivamente in digitale e in vinile, 100 copie numerate e personalizzate a mano.

 I The Gluts si sono formati a Milano alla fine del 2010. Il loro primo EP si chiama “It’s 5 minutes After the Hour“; cinque tracce registrate in presa diretta ad aprile 2011 presso il Brace Produzioni. Nel 2011, alla formazione originale, si aggiunge la bassista Claudia Casana. Grazie al suo apporto, il suono si avvicina di più al rock psichedelico, con quel tocco punk e new Wave che è comunque il loro marchio di fabbrica. Dopo aver pubblicato il 7″ Tears of ink, adesso i The Gluts ci presentano un album completo di nove tracce davvero interessante.

I The Gluts sono: Nicolò Campana (voce), Marco Campana (chitarra), Claudia Cesana (basso).

Già da titolo dell’album, i The Gluts rendono omaggio ai loro numi tutelari, i Joy Division. Warsaw era il nome originario della band inglese e il gruppo milanese hanno scelto il nome della città polacca perchè è sempre stata piena di dualismi, così come lo è questo album di debutto.

La prima canzone, Rag Doll apre Warsaw in gran pompa: voce dark new Wave quanto basta, basso potente, batteria incalzante e chitarre taglienti.
L’atmosfera cupa racconta di violenza sulle donne. Il taglio  avvolgente del pezzo è il taglio distintivo di tutto Warsaw. Le altre canzoni, Please Be Patient With Your Dad, furore punk new wave in punta di chitarre, The Thing, in cui fanno capolino delle distorsioni grunge che contrappuntano la voce profonda del cantante Nicolò Campana, Ice Man, scorrono veloci e dirette. Suoni elaborati ma che sembrano semplici, canzoni che rimangono nelle orecchie. Badman si apre con un batteria ossessivo, piena di suoni sporchi e cattivi. Si continua con Don’t Tease Me Please, in cui si avverte molto il suono struggente alla Joy Division, più che negli altri brani, con una voce urlata e sofferta. Chiudono l’album Enemies e Vietnam, una canzone che vuole raccontare la guerra vista attraverso gli occhi di un’adolescente vittima di abuso per mano di sedicenti salvatori.

Alla fine c’è un decimo brano, Don’t Believe in Fairy Tales, un racconto scritto dai The Gluts, una sorta di continuum di Vietnam.

Chi cerca un album diretto, dalla ritmica incalzante e con una voce grave e profonda che ti scuota dal di dentro, attraverso le sue parole, Warsaw è l’album che deve ascoltare assolutamente.
Arrangiato con grazia, suonato con passione, Warsaw dei The Gluts è un album che poterà lontano il gruppo.

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Scritto da Sara Stella