“Stefano Nottoli” si racconta al pubblico di Radio Tweet Italia

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1. Quali sono i disagi maggiori che vuoi esorcizzare con i tuoi pezzi?

I disagi che ho voluto esorcizzare riguardano principalmente le difficoltà nell’esprimere se stessi, lontano dai pregiudizi delle persone. I temi trattati sono l’omosessualità, l’accoglienza, l’eguaglianza, la violenza sulle donne e la crescita dei propri figli, cosa non semplice e scontata.

2. Pop/Rock con parecchie sue varianti, qual è quella in cui ti senti più a tuo agio?

In questo disco ho sperimentato un suono decisamente pop e devo dire che mi sono trovato bene, mi ha riportato indietro di qualche anno, rispolverando così i vecchi sintetizzatori; credo anche che il mio modo di scrivere sia più vicino al pop.

3. Che panorama musicale c’è in Toscana, regione dalla quale provieni?

Il panorama è vasto, ogni giorno escono molte novità, alcune delle quali sono veramente interessanti. C’è un grande fermento ed è positivo, si creano molti stimoli che stuzzicano nuove idee.

4. Difficile fare musica oggi in Italia?

Ci sono molte opportunità, anche se questo non vuol dire che sia facile. Rispetto a vent’anni fa, quando ero adolescente, oggi ci sono molti canali a disposizione, attraverso i quali diventa immediato proporre una nuova canzone, senza necessariamente essere sotto un’etichetta musicale. Prima del web e dei social, si facevano dei demo che costavano molto, che poi spedivamo alle varie etichette, i cui indirizzi li recuperavamo sugli elenchi del telefono e passando giorni ad aspettare una risposta che non arrivava mai…no, oggi è decisamente più facile!

5. Cosa c’è nel tuo presente? Com’è oggi?

In questo momento sono concentrato sulla promozione del nuovo disco, sto cercando di assaporarmi ogni attimo. Per quanto riguarda oggi, fuori piove con il sole e c’è l’arcobaleno, è così che mi sento.

6. E nel tuo prossimo futuro? Qualche anticipazione?

Cerco di vivere il presente e di godermelo a pieno. Nel frattempo sto appuntando frasi, cose che vedo e che mi colpiscono, sentimenti, giri di accordi. Non impongo niente, seguo solo il bisogno quando si presenta

7. C’è un palco che vorresti calcare? E con chi condividerlo?

Ogni concerto che tengo è un palco che avrei voluto calcare. Ma affidandomi completamente al sogno ci sono molti palchi: il primo maggio a Roma, il MI AMI, senza dimenticare il WOM festival che si svolge nella mia città, giusto per dirne alcuni. Gli artisti con cui vorrei condividere un palco importante in questo momento sono, Edda, Colapesce, Motta, Brunori Sas, ma anche i miei concittadini Esterina che stimo molto.

8. …. Questa è libera, puoi scrivere ciò che desideri ancora far sapere e che io non ho stimolato con una domanda giusta…

Oddio, si presenta il terrore del foglio bianco, sentimento che provavo quando studente affrontavo il tema libero. Diciamo che ogni intervista è bella se diversa dalle altre, pertanto non ho niente da aggiungere. Saluto voi della redazione e tutti coloro che leggono questa intervista, ricordando di fare un salto sul vostro digital-store preferito, per ascoltare il mio nuovo disco “non voglio essere normale”. Abbracci immensi!




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