SONO ITALIANI MA SUONANO COME UNA BAND INGLESE NAVIGATA…. SAM & THE BLACK SEAS…DA TENERE D’OCCHIO

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SAM & THE BLACK SEAS – SILVER (ATOMIC FAT)

Dall’etichetta inglese Atomic Fat un bellissimo disco realizzato tra l’Italia e l’Inghilterra. L’armamentario folk (chitarre acustiche, banjo) farebbero pensare a un gruppo che si muove in questo ambito. E di fatto intorno a questi strumenti si avvolgono le 9 bellissime ballate di Silver. Ma quando entrano in gioco le melodie estatiche del violoncello o la voce, sempre calibrata (e in un inglese perfetto) la trama si inspessisce. Diventa indie, alt, pop. A rendere tutto perfetto poi ci pensa la mano sapiente di Giovanni Versari al master.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Non lo so, ma a me piace molto.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

E’ appena uscito ‘Silver’, il nostro primo disco, composto da nove brani, che è un po’ il riassunto di questo periodo passato insieme – il percorso è stato lungo, ma indubbiamente ha accelerato da quando siamo passati sotto l’etichetta ‘Atomic Fat’, che ci ha aiutato a riorganizzare le idee e a scegliere una direzione precisa su tutto. Abbiamo registrato in un appartamento e mixato al Mono Studio di Milano in due settimane, affidandoci a due fonici che conoscevamo già con cui avevamo già lavorato in precedenza. Per quello che riguarda la produzione artistica, ce ne siamo occupati noi e abbiamo scelto di mantenere i suoni nudi e crudi degli strumenti acustici, senza sovraincisioni o effetti particolari, eccetto per ‘the love we owe’ dove sono presenti dei synth e un piano con dei reverse.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Ma certi gestori e certi locali non esistono più…dai…no?!?

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

Molto, cerchiamo di usarli nel modo più naturale possibile, senza strafare, anche se poi le persone che ci ritroviamo davanti quando suoniamo sono frutto più del girare per locali che dei social.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Abbiamo visto molte band negli ultimi mesi, un po’ per il piacere di andare ai concerti e un po’ perché, soprattutto a Londra, abbiamo condiviso il palco con molti artisti. C’è un po’ di tutto, il livello è alto, sia strumentalmente che a livello di costruzione delle canzoni, poi come in ogni cosa il cane che suona lo trovi dappertutto.

 

samandtheblackseas.com
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