RECENSIONE DI AL BUIO – LA STANZA DI VETRO

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Recensione di Brian Pirrone

Esce oggi, 31 marzo 2017, per l’etichetta Bananophono, “Al Buio” il primo EP de La Stanza Di Vetro, progetto solista del giovane musicista Enrico Marcucci.

Il titolo dell’EP si riferisce sia alle tematiche che l’autore tratta nei brani sia al percorso intrapreso durante la creazione dello stesso. Enrico afferma che la nascita di questo primo lavoro è stato un vero e proprio “appuntamento al buio” perché è stato qualcosa di inaspettato come il rapporto che si è venuto a creare con lo staff di Bananophono e con tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dei brani, ma anche il passaggio da band a progetto solista, con il solo Enrico che canta e si esibisce con un sintetizzatore, un campionatore e una chitarra.

Per quanto riguarda la tematica dei brani, “Al Buio” rappresenta uno stato emotivo dovuto all’individualismo che è ben presente nella società odierna, dove è fin troppo facile essere soli ed invisibili seppure nel bel mezzo della folla. Si tratta di una società che sembra aver smarrito le proprie origini, che rincorre qualcosa che non arriverà mai. I testi cercano di esaminare questo malessere sociale all’interno e all’esterno dell’individuo. Sia la società che l’individuo sono sopraffatti dall’incapacità di trovare una propria identità e un ruolo da soddisfare in questo mondo, come se non fossero in grado di aspettare. I brani rappresentano un’unione perfettamente amalgamata tra synth-pop, elettronica e cantautorato e man mano che si ascoltano si percepiscono atmosfere cupe tipiche di generi come il darkwave.

La Stanza Di Vetro esordisce con un lavoro molto interessante dalle sonorità e dalle atmosfere molto particolari ma con la forte intenzione di distinguersi.

 

 

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Ufficio Stampa: Astarte Agency

 

 

 

 

 

 

 

 




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