Recensione dell’album “Incipit” dei Mendicanti di Luce

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Con queste giornate soleggianti di fine aprile non si può che parlare di “Incipit”, il nuovo album dei “Mendicanti di Luce”, la nuova promettente alternative/rock band del basso vicentino.

“Mendicanti di Luce” è difatti una Band Pop/Rock attiva dal 2012 che attualmente promuove il suo primo lavoro discografico, ed ha origine in quel di Barbarano Vicentino, nell’entroterra dei colli Berici .

La band ci propone brani cantati in italiano influenzati dalla musica degli anni ’90-2000 e dalle emergenti band internazionali. Tipiche ballate italiane nostalgiche (chiare influenze di Verdena, Ministri, Afterours) in cui si narra di amori nostalgici, rivincite personali, drammi della quotidianità in cui si è alla ricerca di un vero e proprio spiraglio di luce.

L’intero album è intriso, nelle sue dieci tracce, da decise e rockeggianti chitarre che si alternano ai suoni più tenui e nostalgici del pianoforte, quest’ultimo viene saggiamente usato nelle tracce che più ci ricordano le ballate della nostra storia musica leggera italiana.

“Incipit” è quindi composto dai seguenti dieci brani :

L’Incompleto

Prima traccia dell’album, dal ritmo gioioso e incalzante, ma dalle tematiche romantiche, una narrazione vivace che ci ricorda i Verdena dell’ultimo “Wow”

La Mia Liberazione

Un brano in cui la fa da padrona una chitarra pizzicata, un inno a una rivoluzione interiore , a una svolta, un autoconvincimento di poter andare oltre la quotidianità

Saint Gobain

Il titolo stesso sembra un’assonanza scontata con il nome del celebre cantante Kurt Cobain, ma con esso difatti condivide le tematiche e i suoni cupi che ne hanno caratterizzato la storia

Walter Ego

Una ballata in tutti i sensi, caratterizzata da cori e musicalità danzerecce, un autoriflessione palesata

Spiegami Il Domani

Un prodotto che si ispira per melodie di più alla scena pop, nostalgia e sentimentalismo sono il vigore di questo brano

Mezzo/Giorno

Un pezzo che contiene l’effetto sorpresa dell’album, una cantilena più calma, dai suoni cupi come pure il testo, ma che sembra fatta apposta per il calare della sera più che per le ore più luminose del giorno. Esprime con semplicità il pallido e triste ripetersi dei giorni. Decisamente nella sua poetica ci conquista, e si sublima nel connubio perfetto tra l’assolo di chitarra, piano e batteria finale.

L’Ombra

Una narrazione dal ritmo più lento e nostalgico con un taglio più radiofonico, che sicuramente rimane in loop per la sincera vigorosità della chitarra

Niente Addosso

Un pezzo ruggente, in cui schitarrate epiche alla Muse dei primi anni, si alternano a una vera e propria richiesta di aiuto e di rivalsa nei confronti della vita

A Vivere

L’inno all’amore per eccellenza; incorniciato dalle calde note del piano e della chitarra, nel bene e nel male si cerca ancora la gioia di amare noto dopo nota

Mendicanti Di Luce

L’ultima traccia, esplicito testo autodescrittivo, intreccio di sogni, di ricerca musicale e ideali.

“Incipit” un album che è l’inizio di una luminosa strada per questi giovani ragazzi, una luce nuova in mezzo al basso vicentino, decisamente per melodie e varietà dei testi.

9/10




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