PRAINO… musica autobiografica, leggera indipendente per davvero.

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PRAINO
IL DISCO DI PRAINO
REC DISCHI INDIPENDENTI

In passato ha collaborato con Santino Cardamone e Il parto delle nuvole pesanti. Ora finalmente arriva al suo esordio discografico. Ed è un disco spumeggiante, ad iniziare dal singolo, Spleen, sorta di manifesto programmatico dell’album. Un disco che ci fa pensare al miglior Morrissey, con i suoi infiniti cambi di melodie. Ecco, Praino è lo stesso. Non si stanca mai di cambiare rotta, di girare dietro l’angolo senza aver paura di niente. Il tutto all’interno di un impianto sonoro pop rock rodatissimo, frutto di anni impegnati a calibrare e mettere a fuoco dove voleva esattamente porsi musicalmente. Cantautorato fantasioso… Da ascoltare!

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Autobiografica, leggera, fuori sede, indipendente per davvero.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il disco di Praino, nato è concepito fra la Calabria e Bologna, è un disco che racconta in musica e parole uno spaccato di vita in un determinato periodo, fra la fine dell’esperienza universitaria e l’inizio degli anni “incerti”.
Produrlo e pensarlo è stato faticoso, e lo abbiamo fatto a Bologna insieme a Fausto de Bellis, che ne ha curato la produzione artistica insieme a me.
Il disco viaggia fra sonorità new wave e cantautorato.
È indipendente per davvero, dalla produzione all’esecuzione.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Probabilmente mi incazzerei e te lo direi.
Ma poi capirei il punto di vista di un gestore di locale, ma comunque di base non esiste.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Abbastanza importanti, l’uso dei social è diventato un modo per relazionarsi con la gente che ti segue nel tuo progetto musicale.
Ecco, tenendo sempre presente che i social non sono un palco scenico, e che la musica va suonata, ed un palco guadagnato.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Ultimamente ho visto i pinguini tattici, li ho apprezzati molto, suonano e si sente, ho visto dal vivo molti altri e fra i tanti mi ha colpito Dente, a teatro, un altro livello.
Motta dal vivo fa venire giù i palazzi, non tanto per cosa suona, ma per l’interpretazione e la carica emotiva dei suoi live.
Seguo anche Maldestro, mi piace molto.
Underground? Non scherziamo, l’underground non esiste più, o per lo meno non è questo m.
L’underground è per le strade e nelle sale prova, il resto, al di fuori dei sopracitati e di altre poche eccezioni, è solo apparire, immagine, poca musica.




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