OH!EH? tra suoni da strips,indie, post rock e intimismo

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OH!EH?
Non di amore
Jap

“OH! EH? è un invito tra amici per (re)stare attenti, un’intuizione condivisa, che non chiameremo ispirazione, da sviluppare in sala prove. La migliore proposta da offrire guardandoti negli occhi, un gioco, un gesto di sincerità a bassa voce. E per non finire con una metafora, ci limiteremo ad una frase che sentiamo nostra, ci rappresenta, è la cosa che più si avvicina alla verità. E la verità è che non avremmo potuto non farlo”. Tutto questo e altro ancora sulle note delicate e introspettive di un post rock post moderno che galleggia perfettamente in bilico tra rock, post rock, elettronica e attitudine pop.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Intima, avvolgente, notturna, liberatoria.
Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il disco si intitola “ Non di amore “ ed è stato ideato tra pre e post produzione in un periodo di tempo relativamente lungo perchè diversi musicisti si sono avvicendati nel corso dei mesi. E’ stato registrato tra Perugia e Firenze da Federico Brizi ed esce per una piccola etichetta che si sta facendo le ossa e si chiama JAP RECORDS. Abbiamo la fortuna di collaborare con artisti di grande talento quali Lucia Mariani che si è occupata di sviluppare il progetto grafico e le illustrazioni della copertina e del booklet e con il Regista Tiziano Fioriti che dirigerà a settembre il primo video tratto dall’album.
Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Che è una domanda che abbiamo sentito rivolgerci diverse volte. Crediamo sia un problema culturale e strutturale che riflette il posto che la musica occupa nella nostra società e nella nostra economia e addossare la responsabilità di questa situazione solo ai proprietari e/o gestori di locali, che comunque hanno spese da gestire e non possono rispondere alle logiche del no profit, crediamo sia sbagliato e appunto, riduce di molto l’analisi di una situazione che è molto più complessa.
Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Crediamo che i Social possano amplificare un “fenomeno” ma non crearlo e che per per essere visibili si abbia ancora bisogno di strutture professionali come un ufficio stampa o di qualcuno che lavori con te e ti sostenga.
A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Due concerti.
C’è molta bella musica in giro e vale il discorso di cui sopra. Devi sapere dove andarla a cercare. Ci sono canali che sembrano privilegiati per certi tipi di musica e categorie che diventano prima nicchie poi tane e infine prigioni per chi le abita.

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