Matt “The Drifter” si racconta al pubblico di Radio Tweet Italia

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1) Ciao Matt, è un piacere averti qui, presentati al nostro pubblico.

Ciao a tutti, sono Matt “The Drifter” e sono un cantautore in stile Country-Folk americano.

Il mio primo approccio con la musica è stato a 18 anni, quando ho iniziato a suonare la batteria in un gruppo cover band AC/DC.

Successivamente col passare del tempo, iniziai a sentire il bisogno di integrare la componente ritmica con quella melodica, a me in quel momento ancora sconosciuta, e mi appassionai al basso elettrico. Tutto sembrava proseguire per il verso giusto quando un giorno, per puro caso, ascoltai “Long long way” di Alan Jackson (cantante country americano).

Dopo quel fulmine a ciel sereno tutto cambiò: vendetti il basso e la batteria per potermi permettere tutta la strumentazione necessaria per buttarmi a capofitto su questo nuovo genere musicale, il Country-Folk.

2) “The Drifter”, ci puoi spiegare il tuo nome d’arte?

“Drifter” letteralmente significa “vagabondo”, ma in realtà ci sono diverse sfumature.

A me piace intenderlo come una sorta di “buono a nulla”; mi ci ritrovo in questa espressione perché non ho mai preso lezioni musicali né studiato a livello didattico, però porto comunque avanti la mia musica con impegno, costanza, professionalità e tanta passione, che alla fine per me è l’unica cosa che conta.

3) Qual è la tua estrazione musicale e i tuoi riferimenti musicali attuali?

Come già detto prima, gli stili musicali da cui prendo più ispirazione sono il country, il folk e l’old time music in generale. I riferimenti musicali che mi hanno influenzato di più per la creazione delle mie canzoni sono Willie Watson, Milk Carton Kids, Colter Wall e in particolar modo Gillian Welch, la quale è stata la prima cantautrice che mi ha realmente segnato.

4) Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo futuro?

Ho iniziato a suonare la chitarra acustica e l’armonica a bocca da solo nella mia cameretta ed ora mi ritrovo a esibirmi in diversi locali e contesti accompagnato da chitarra elettrica, sax e contrabbasso.

E’ quindi sicuramente mia intenzione continuare su questa strada, coinvolgendo un numero sempre più grande di artisti che diventeranno parte del mio progetto, cominciando da batteria, violino, banjo, slide guitar e…chi più ne ha più ne metta!

Inoltre ho in programma l’incisione di un nuovo album e la realizzazione di nuovi video musicali.

Infine a breve, con mia grande gioia, organizzeremo un tour nell’est europa, più precisamente verso la Polonia e la Repubblica Ceca.

5) Qual è il tuo più grande sogno?

A livello musicale, il mio più grande sogno è quello di riuscire a suonare nei teatri, arrivando un giorno ad organizzare un vero e proprio tour in diversi paesi.

(non sono un tipo da stadio con 10.000 spettatori, preferisco il silenzio e l’intimità…hahaha :-) )

6) Come valuti la situazione musicale in Italia, tu come ti collochi al suo interno?

Onestamente, non ritengo di avere le competenze e l’esperienza necessarie per poter valutare e dare un giudizio alla situazione musicale in Italia.

Nonostante questo, quello che sento di poter dire è che l’Italia, da ciò che si può sentire tramite radio e i talent, punta di più sulle mode e sulle tendenze del momento (trap, rap, pop, etc…) piuttosto che dare valore a ciò che sarebbe veramente importante: l’artista e il suo talento.

IT’S ONLY SHOW BUSINESS !

7) Saluta i tuoi lettori.

Hi folks.

I’m not a musician…

I’m not a singer…

I’m a poor windscreenwasher trying to do my job under the rain.

LET’S FOLK !!!!!!!!




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