Li avevamo “persi”, adesso li abbiamo trovati: 23 and Beyond the Infinite

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Il 27 dicembre 2014 è uscito il loro primo full-lenght dei 23 and Beyond the Infinite: Faces from the Ancient Gallery.
Noi li dovevamo ospitare ad #INDIEretta ma si sono persi e poi li abbiamo ritrovati…. ed intervistati!

Intervista a cura di Angela Mingoni

Ragazzi, benvenuti!
Partiamo da un punto fondamentale; cerchiamo di capire da dove e come nasce il vostro nome che è al quanto curioso!

Allora il nome è piu semplice di quello che si puo pensare, il 23 indica il 23 maggio 2012, giorno in cui è nata la band con la vecchia formazione e “beyond the infinite”, appunto perché il nostro obiettivo era dal 23 maggio oltre l’infinito…poi c’è anche un chiaro riferimento ad un capitolo di “2001 odissea nello spazio”: Jupiter and beyond the infnite.

Ho ascoltato qualche singolo tratto dal vostro nuovo album Faces from the Ancient Gallery e sono rimasta decisamente colpita dalle sonorità. Parliamo di neo psichedelia che è un genere non convenzionale.
Ma voi, in particolare, come definireste il vostro sound?

Mah siamo affascinati dal sound psichedelico anni 60/70, ancora di piu da quello in chiave moderna di band come i black angels e partendo da queste basi diciamo che il nostro sound è in continua evoluzione…

“Faces from the Ancient Gallery” viene pubblicato a breve distanza dal vostro primo Ep “Dumbo Gets Drunk”.
A parte l’eccentricità anche di questo titolo, sembra la vostra creatività sia fertile!
Ma soprattutto non avete pensato fosse rischioso pubblicare l’album così presto?

Sinceramente non ci siamo posti nessun problema riguardo ai rischi, anzi avendo delle cose che abbiamo deciso di non mettere nell’album e altre a cui stiamo lavorando, abbiamo intenzione di fare un’altra produzione speriamo in autunno. Comunque diciamo che al momento le idee non ci mancano anche se poi le sole idee non bastano, ma per tanti aspetti rappresentano l’unica cosa che conta davvero per portare avanti un progetto.

Cosa deve aspettarsi l’ascoltatore dal vostro album? 

Un viaggio attraverso sensazioni mai conosciute ma che hanno qualcosa di familiare.

Sons of Cornucopia è uno dei singoli estratti ed esiste anche un videoclip; anche in questo caso le atmosfere ricalcano molto bene e in modo coerente la vostra musicalità.

Decisamente. Diciamo che è il brano del quale andiamo più fieri, proprio perché siamo riusciti ad esprimere esattamente ciò che volevamo, un sound molto velvet underground ma con un ambiente imponente e un bel ritmo. Per quanto riguarda il video, è il nostro tributo a Jim Morrison, per noi grande fonte di ispirazione e molto altro…come tante altre cose dell’album, lo stesso titolo “Faces from the ancient gallery” fa riferimento a un verso di “the end”.

Curiosità: ma Dumbo, si ubriaca ancora?

Purtroppo si…ormai siamo al delirio…

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