LA MUSICA ELASTICA E MULTISTRATO DEI NODe

105

NODe – Rcade (EKP/SpaceRace Records)

Inventiva e raffinatezza sono gli elementi fortemente caratterizzanti il sound dei NODe, acronimo di “Not ordinary, dead”. La musica creata in questo progetto va oltre gli stereotipi ordinari. Il principale elemento che rende questo ensamble così unico è l’abilità di unire e bilanciare perfettamente eufonie diverse e immediatezza d’ascolto. Il risultato di questa combinazione è semplicemente straordinario: in essa vibrano, allo stesso tempo, fresche soluzioni elettroniche e traiettorie orientate al rock, toccando più stili quali l’indie, il punk, new wave e infine darkwave, il tutto decorato da un efficace vocalismo maschile – femminile. La tracklist include nove straordinarie tracce che dimostrano quanto lavoro ci sia stato, in questi anni, nella ricerca di risorse sonore sempre più audaci e autentiche, dalle quali saltano fuori ritmi dance di batterie elettroniche, fluorescenti sequenze, accattivanti chitarre, imprevedibili armonie vocali connesse a tastiere multi – colorate.

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

 

Multistrato, elastica, lucida, complessa.

Sono aggettivi che in qualche modo credo, parlando (Lubvic) a nome di tutto il gruppo, possano riassumere l’esperienza d’ascolto del nostro ultimo disco, come anche di quelli precedenti, provare per credere.

 

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

 

Il nostro terzo Full Length si intitola “Rcade” ovvero, come uscire vivi da tre decenni di musica e provare a raccontarlo.

Tutti i nostri lavori nascono in studio, io (Lubvic) compongo musica e testi e poi con il gruppo sviluppiamo il concept fino alla registrazione dei brani e la successiva post produzione, in un processo tutto sommato piuttosto lineare e poco affascinante se si immagina il musicista come l’artista sbandato e sregolato.

Ci vuole molto metodo nella musica. Metodo e determinazione, se i musicisti di tutti i tempi si fossero fermati a riflettere sul ritorno della propria arte probabilmente il 90% dei dischi non sarebbe uscito!

 

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

 

Ti chiederei di farmi socio del tuo locale. :-D

Dai, non scherziamo…

 

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

 

Purtroppo alcuni di noi del gruppo, me compreso, sono di altra generazione, non siamo nativi digitali e non riusciamo a stare molto dietro a questo aspetto, ma per fortuna abbiamo chi abbassa la media dell’età ed è più vicino a questo mondo, riuscendo a gestire meglio di noi il tutto.

A parte l’ironia, è indubbio che i social ci aiutino molto, danno la possibilità di mantenere i contatti con tutti quelli che ci hanno mostrato sempre interesse e trovare sempre nuovi ascoltatori. Vi invito ad andare sulla nostra pagina Facebook!

 

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

 

 Davvero tanti, cerco di andare a quanti più concerti possibile, so che c’è la necessità di supportare chi come noi cerca di farsi sentire con tutte le sue forze, il panorama underground è molto interessante, non dimentichiamo che quasi tutti gli artisti main stream prima sono stati underground. Tutti tranne Justin Bieber e qualcun altro :-D

 




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.