La Ghost Record Label ce la racconta Leandro Partenza

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Prosegue il nostro viaggio nel mondo di coloro che lavorano nell’ombra.
Oggi abbiamo la fortuna di condividere la storia di un’altra Label indipendente:
la Ghost Record Label di Leandro Partenza.

Intervista a cura di Angela Mingoni

 

Ciao Leandro e benvenuto!
Cominciamo dunque. In tre anni abbiamo fatto amicizia con uffici stampa, artisti ed etichette discografiche come la tua. 
Durante una conversazione su Facebook ti ho fatto una domanda molto semplice ma per me importante ed in effetti da lì è nata l’idea di proporti questa intervista. 
Partiamo da un concetto fondamentale: cosa differenzia un ufficio stampa da un’etichetta discografica? 

Prima l’etichetta stampava il disco e trovava date live, poi l’ufficio stampa promuoveva la band con il suo cd e le sue date live e poi la Distribuzione, se avevi un valido ufficio stampa, ti metteva i cd nei negozi. Adesso è tutto cambiato l’etichetta discografica nella maggior parte dei casi
fa sia Ufficio Stampa che Distribuzione

Tu, se non sbaglio, sei un musicista o meglio, batterista.
Cosa ti ha spinto a passare dall’altra parte della barricata? Scrivere “l’amore per la musica” non vale!

Sono batterista dall’età di quattordici anni dunque sono quasi trent’anni che suono la batteria, il fatto di aver aperto dodici anni fa la mia etichetta risiede nella consapevolezza che prima o poi le mie articolazioni faranno cilecca e l’etichetta discografica è un modo molto bello per me per rimanere sempre nel mondo della musica da protagonista.

Quali consigli ti senti di dare ad un gruppo che vuole mettersi in contatto con un’etichetta?

Prima di tutto ascoltare le bands del nostro roster per essere sicuri di rientrare nei nostri canoni di lavorazione poi andare nella sezione “About” del nostro sito ufficiale (www.ghostrecordlabel.com) e leggere come lavoriamo e come ultima istanza scrivere a [email protected]

Quale ruolo hanno ormai le case discografiche nel mercato musicale? Hanno ancora un ruolo influente? Lo hanno mai avuto?

Influente a mio avviso è il ruolo delle Major che hanno il potere di imporre i loro prodotti ma le etichette indipendenti piano piano stanno prendendo il sopravvento e assumere un ruolo di tutto rispetto anche perchè noi a differenza delle major consideriamo l’artista musicista dal lato umano e non un numero che se vende va avanti e se non vende …. pedata nel culo (e scusate il termine)

Chiudiamo l’intervista, alleggerendo un po’ le questione, spettegolando; senza fare nomi, raccontaci del peggior gruppo che ti abbia mai contattato!

Dipende cosa intendi per peggiore. Da un punto di vista musicale mi capitano spesso gruppi che si propongono con voce e chitarra acustica e poi mi contattano dicendomi se interessati possiamo valutare una proposta di collaborazione per la registrazione finale del prodotto tipo che io dovrei pagare il resto della registrazione (Batteria,Basso,Synths, Mixaggio e Masterizzazione e forse forse anche le copie). Da un punto di vista umano ci sono gruppi che mi lasciano il numero di cell scrivendomi chiamami a questo numero ne parliamo e quando gli rispondo questo è il mio chiamami quando vuoi .. spariscono. Vorrei ricordare a queste bands che l’umiltà vince su tutto!!

Grazie Leandro!
Grazie a te .. i vostri servizi sono linfa preziosa per noi .. continuate così!!!

 

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