Intervista ai The Brain Washing Machine

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1.Ciao ragazzi, presentatevi brevemente al pubblico di Radio Tweet Italia.

Ciao! Siamo una Heavy Rock band dalla provincia di Padova. Ci siamo formati nel 2005 e dopo il cambio di 2 batteristi e l’uscita di un solo demo, nel 2011 la formazione si è stabilizzata con Marco alla voce, Muten alla chitarra, Berto al basso e Sidd alla batteria. Nel 2013 è uscito il nostro primo album “Seven Years Later” che ci ha dato molte soddisfazioni sia in termini di recensioni che di opportunità live. L’attività live è stata infatti molto intensa e si è conclusa ad agosto 2015 con la tournè in Russia. Nel 2017 è uscito il nostro nuovo album Connections e a gennaio di quest’anno il singolo “The Brain Washing Machine”.

2.Abbiamo avuto modo di ascoltare il vostro primo singolo… Volete descriverlo un attimo?!

The Brain Washing Machine ha come tematica i mezzi di comunicazione di massa e come questi influenzino la vita della maggior parte delle persone. In “1984” di Orwell la società è governata da un “Grande Fratello” che  controlla l’informazione per plasmare le menti dei sudditi del Socing. Leggere quel libro in questi anni stupisce e un pò terrorizza, perchè ciò che Orwell aveva immaginato come un mondo “distopico” ora si sta concretizzando ad un ritmo sempre più serrato.

3.Il video ha delle tematiche molto attuali con al centro i Media e Social Network, che rapporto avete voi con questi mezzi di comunicazione?!

In generale nel gruppo non siamo molto affini al mondo dei social network. Abbiamo sentito la necessità di crearci dei profili giusto per poter gestire la pagina del gruppo visto che comunque l’attenzione è rivolta ai social e se si vuole far capolino nel mondo della musica bisogna necessariamente rendersi visibili. Per quanto mi riguarda (Baldo) il tempo che impiego davanti alla tv è per lo più per guardare qualche film o qualche documentario. Seguo solo qualche telegiornale e per lo più cerco quasi sempre di verificare una notizia che mi interessa cercando diverse versioni dello stesso fatto.

4.Il brano “The Brain Washing Machine” secondo noi è un brano attuale e d’impatto, quali sono le sonorità che ruotano attorno al vostro progetto?!

Le influenze sono parecchie e talmente diverse che non è possibile individuare una vera e propria linea comune. Siamo quattro persone con quattro teste diverse e ciò che ci accomuna è la voglia di riversare quanta più energia nella musica, senza particolare attenzione a seguire una linea piuttosto che un’altra.

5.Abbiamo appreso soltanto con l’uscita del video, che mesi fa era uscito anche l’album, come mai avete fatto uscire il vostro album così in sordina?!

L’album è uscito senza una casa discografica o un’etichetta a supporto. Ci eravamo dati un limite temporale per l’uscita e purtroppo in quel periodo di tempo non siamo riusciti a trovare qualcuno che ci spingesse o ci esponesse meglio alla luce del sole.

6.Ora il progetto da qualche mese a questa parte sembra molto più attivo del passato, c’è qualche segreto dietro a tutto questo?!

Sicuramente ci siamo resi conto che era necessario un maggior impegno da parte di tutti nella condivisione dei nostri contenuti appunto sui social. Poi abbiamo anche trovato un management (sorry Mom) che ci ha dato un metodo di lavoro e ha aperto delle strade che da soli non saremmo riusciti a percorrere.

7.Che date avete in programma?!

17/02/18 Boston Square, Tezze sul Brenta (VI)

24/02/18 Altroquando, Zerobranco (TV)
02/03/18 Vinile Rock Club, Rosà (VI)
10/03/18 Ca’ San Barto, Resana (TV)
18/03/18 Goto Storto, Trebaseleghe (PD)
31/03/18 OnStage Club, Castelfidardo (AN)
06/04/18 Piper 70, Castelfranco Veneto (TV)
05/05/18 Pitagora, Lugagnano (VR)

8.Voi da band indipendente come valutate l’attuale situazione musicale Italiana?!

La musica dal vivo sta subendo un tracollo notevole. Ci sono diversi problemi. Il primo fra tutti è il mancato ricambio generazionale. Ci sono pochissimi ragazzi più giovani interessati alla musica suonata (senza distinzioni di genere). Tutti molto più “connessi” e più attivi dietro allo smartphone e dietro ad una tastiera ma che sembrano evitare le situazioni di vita vera. Dopotutto i concerti, soprattutto quelli piccolini, non sono fatti solo di musica.. sono aggregazione, contatto, amicizie… sono vita vera!

Un altro problema è anche la “moda” hip pop e la scomparsa dell’underground vero… quello fatto da punk, rocker, grunge, metallari, crossoverari etc. L’underground si è infighettato e si è chiuso a riccio attorno ad una manciata di generi musicali. Inoltre vediamo una scarsa collaborazione tra band.. e ciò porta ad una chiusura generale che mantiene isolate delle realtà musicali che magari meriterebbero di più ed hanno solo la colpa di esser nate fuori di un grande centro come Milano o Roma.

9.Grazie mille per il tempo che ci avete dedicato, potete fare un saluto ai nostri lettori?!

Grazie mille per l’attenzione e non mancate di seguirci nella nostra pagina facebook ufficiale o nel sito ufficiale sempre aggiornato con le ultime novità. Inoltre mi raccomando, supportate a più non posso le piccole realtà musicali di qualità della vostra zona. Non lasciate che sia la tv a dirvi cosa ascoltare!




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