Intervista a UnTimore: gli “Illusi Reclusi” siamo tutti noi!

93

Ciao UnTimore, una presentazione per i nostri lettori: com’è nato il tuo progetto musicale?

Avevo un po’ di materiale che si era accumulato negli anni. Alcune idee in forma di provino, alcuni brani più completi e in qualche caso solo testi. Ho aspettato di trovare le persone giuste e il momento giusto per dare una forma omogenea al tutto.

Quando e in che modo hai cominciato a fare musica?

È una passione che mi porto dietro da bambino, avevo strumenti al posto dei giocattoli perché in famiglia c’erano diversi musicisti. Ho studiato un po’ di pianoforte e organo fino all’esplosione grunge che mi ha portato al basso elettrico e alla chitarra. Poi con l’avvento dell’hard disk recording mi sono appassionato di tecnologia e computer in ambito musicale.

Quali sono i tuoi ascolti abituali?

Sono molto vari, passo da Burt Bacharach ai Nine Inch Nails. Mi piace molto scoprire artisti sconosciuti al mainstream, ad esempio Un Orso Minore e Pollio sono due musicisti di spessore sia lirico-letterario che musicale.

Veniamo al singolo con il quale hai esordito da alcuni giorni, “Illusi Reclusi”: chi sono gli “illusi” e perché sono “reclusi”?

Siamo tutti noi, chi più chi meno. Illusi da convinzioni stereotipate travestite da opinioni. Reclusi in una contrapposizione continua, senza il margine necessario alla comprensione dell’altro. Mai un dubbio, mai un ripensamento. Noi contro di voi, io contro di te. Luoghi comuni che poi, a causa della ricerca ossessiva del consenso, diventano programma elettorale.

Il tuo stile ricorda quello dei cantautori classici, retrò, con musiche mature e testi che non si fermano alla superficie delle cose ma scavano a fondo. Secondo te la musica deve condurre il testo o, viceversa, è il testo a dover condurre la musica? Qual è il loro punto d’incontro?

Non credo ci sia una risposta univoca, sicuramente il punto d’incontro è la canzone. Tutte le scelte avvengono in funzione del brano, la valutazione è sempre strumentale al risultato. A volte bisogna cambiare la struttura di un verso per ragioni metriche, altre volte è necessario aggiungere due misure musicali per fare spazio al testo.

Nella tua presentazione è messo in risalto il fatto che con la tua band utilizzate strumenti “reali” suonati da musicisti “reali”: qual è quindi il tuo punto di vista sulla tecnologia e sul suo uso (e abuso) nella musica odierna?

Non ho pregiudizi verso la tecnologia, ma sul come si utilizza, come ti dicevo è una mia passione. Tra l’altro lavoro con le tecnologie anche al di fuori della musica. Il problema è legato all’illusione che il computer renda inutile il musicista, che il software corregga qualunque errore. Molte produzioni attuali sono interamente costruite al pc, sono perfette, asettiche. Sicuramente è una questione di scelte, ma per me il computer è un registratore multi traccia, niente di più. Ci tenevo che le parti fossero suonate dai musicisti veri con strumenti veri, non con una tastiera midi che suona strumenti emulati.

Il brano “Illusi Reclusi” è accompagnato da un video molto particolare, realizzato da te. Vuoi raccontarci la sua genesi e il significato di alcuni simboli che compaiono al suo interno?

Non sono un amante del “do it yourself” ma per questioni di budget non potevo fare altrimenti. Ho rappresentato i luoghi comuni in modo più o meno didascalico: il prete, l’islamico, lo schermo di un pc, la coppola del meridionale, il tempo trascorso nei mezzi di trasporto e via dicendo. È un arco narrativo che scandisce, attraverso i disegni, il racconto del testo della canzone.

Secondo te qual è il pubblico ideale per UnTimore?

Non ti saprei dire se c’è un pubblico ideale. Posso confessarti un desiderio: vorrei che il pubblico ascolti il disco dall’inizio alla fine e non con l’approccio del singolo inserito in una playlist. Forse è un’utopia ma lo spero.

Personalmente preferisci incontrare il tuo pubblico dal vivo, durante i concerti, oppure la tua dimensione naturale è quella in studio?

La dimensione live è fondamentale, ma di fondo io sono un pigro allo stato dell’arte. Quindi per sincerità devo risponderti che sono un topo di studio.

Cosa ci sarà dopo “Illusi Reclusi”?

Siamo in attesa dell’uscita del disco, ora stiamo lavorando per organizzare i live. Per rimanere aggiornati visitate www.untimore.com oppure Facebook alla pagina UnTimoreBand.

Grazie per questa intervista.

Qui il video di “Illusi Reclusi”:
https://www.youtube.com/watch?v=G5F9c8k5Ee0

ARIS SENESE