Intervista a Killer4 per Radiotweetitalia

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Intervista a Killer4 per Radiotweetitalia

1)Raccontate il vostro percorso artistico fino a qui…

I Killer4 nascono ufficialmente alla fine del 2015 per cui siamo una band di costituzione abbastanza recente.Ognuno di noi ha comunque una sua storia musicale pregressa: Alessio ha suonato nei Reasonable Economy all’inizio degli anni 2000, nei Disaster Recovery 2005- 2012 e nei Mat Cable dal 2013 al 2015. Roberto ha avuto un gruppo punk indipendente, i Juda’s Resurrection nel periodo 2006-2007 e successivamente i DSTURBE nel 2008. Dario ha avuto esperienze in band punk e metal (2007-2010). Mentre per Russell dopo alcuni anni con band non ufficiali è alla prima vera esperienza.

2)Presentate Killer4, il vostro nuovo ep, ai nostri lettori con un appello appassionato…

Killer4 è il nostro primo lavoro in studio. Trattasi di un ep omonimo di 5 brani di rock estremamente diretto che affonda le sue radici nel grunge di area Seattle e nell’urgenza del punk ma non manca un’apertura a sonorità più vicine allo stoner rock. I pezzi benchè piuttosto grezzi hanno una spiccata componente melodica riconoscibile in tutti i brani. Il disco più che spiegato va ovviamente ascoltato. Lo potete trovare in streaming su Soundcloud all’indirizzo https://soundcloud.com/killer4-819257599/sets/killer4-ep/s-x3Zne oppure sul nostro canale Youtube sul quale è anche presente il video ufficiale del nostro singolo “Run Away” (https://www.youtube.com/channel/UCw2wo8Hvkh15ah6tNTFzJow).

Se poi vi piace e desiderate la copia fisica del CD potete scrivere direttamente un messaggio alla nostra pagina Facebook www.facebook.com/killerfour oppure un’e-mail all’indirizzo [email protected]

3)Una domanda emozionale. Che avete provato all’uscita dell’Ep?

Il disco è stato registrato e terminato già nel marzo/aprile 2016. Avremmo potuto optare per una auto-produzione totale (e praticamente la è…) sia a livello artistico che di promozione e distribuzione ma abbiamo preferito cercare un’etichetta che si occupasse di questi due ultimi aspetti. Una volta firmato con Sliptrick Records è partito l’iter per la pubblicazione sia fisica che digitale che è avvenuta solamente nel novembre 2016. A causa poi della non soddisfacente opera di promozione di Sliptrick a cui abbiamo in parte sopperito autonomamente abbiamo trovato un accordo con Broken Bones Promotion per pubblicizzare meglio l’uscita dell’ep.

4)Siete soddisfatti del vostro lavoro? Che cosa avreste voluto cambiare?

Il disco si caratterizza per una certa urgenza di idee. Avremmo potuto aspettare a registrare e fare una scelta più ragionata dei brani da inserire ma i pezzi non erano male e volevamo già fissarli per uscire con qualcosa di ufficiale per farci conoscere quanto prima. La produzione di Ric Demarosi nostro sound engineer ha volutamente mantenuto lo spirito piuttosto “abrasivo” del nostro sound. La cover art l’abbiamo scelta tra un paio di proposte e ci ha subito soddisfatti per l’impatto visivo. Come diceva un amico: “il primo disco è sempre il più bello” (cit.). Quindi come si suol dire: buona la prima !

5)Dateci un vostro parere sulla situazione attuale della musica indipendente in Italia…

Nell’ultimo anno abbiamo suonato parecchio in giro e sicuramente possiamo dire che la scena musicale underground italiana è parecchio florida. Anche tutto l’indotto che vi gira attorno (label, uffici stampa, booking agencies, locali ecc…) è sicuramente molto sviluppato. Quello che forse manca (se possiamo permetterci) sono, pur mantenendo una peculiarità di indipendenza, una mentalità ed un approccio che dovrebbero essere più professionali (non professionistiche) e meno

amatoriali (cose che invece all’estero sono sicuramente già presenti anche nell’underground).

6)In un’epoca in cui si alzano nuovi “muri” e si parla tanto di protezionismo e nazionalismo quale è il compito della musica?

Le chiusure benché a volte necessarie non giovano mai. Sicuramente a livello globale certe scelte sono anacronistiche e discutibili. In taluni casi (vedi Brexit) si sono tradotte in realtà. La musica sicuramente è uno strumento per unire e non per dividere i popoli. Non resta che ascoltarla e condividere il suo messaggio universale.

7)Con chi vi piacerebbe andare in tour?

E’ una domanda a cui è difficile rispondere. Tanti sono gli artisti che ci piacciono ma pensiamo che non siamo degni di loro.

8)Per concludere la nostra chiacchierata, in definitiva, che cosa farete da grandi?

Purtroppo siamo già grandi… ma manteniamo uno spirito curioso, pieno di interessi e desideroso di evoluzione che è poi il segreto per rimanere giovani.




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