Intervista a Domingo per l’uscita di I Love Domingo

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In occasione dell’uscita del suo album, oggi 26 Maggio, abbiamo intervistato Domingo, che ci ha raccontato della nascita di I Love Domingo, del singolo GOAL e della sua visione della musica.

Intervista a cura di Angela Mingoni

Benvenuto Domingo. La prima domanda nasce subito spontanea; come arriva un ragazzo che di nome fa Domenico, a scegliere come nome d’arte DOMINGO?
Va bene, in spagnolo Domenica è Domingo, tu ti chiami Domenico.
Ma c’è qualcosa di più sotto? E se non c’è, perché proprio la traduzione spagnola?

Quando ero in cerca del nome del progetto un mio amico mi disse che non dovevo sceglierlo io, come i soprannomi che da ragazzo ti appioppano e te li devi tenere. Il nome lo ha scelto Matteo Buzzanca, il mio produttore, che ha cominciato a chiamarmi così durante il periodo di lavorazione del disco. Mi presentava a tutti con questo nome ed io mi sono sentito come quando da ragazzo ti danno un soprannome che non ti piace. Ho capito che era il nome giusto.

 
“I love Domingo” è il titolo del tuo album che uscirà il 26 Maggio: ma questo tuo nuovo lavoro, sarà mica un’ auto celebrazione vero? 

Ma sai che non ci avevo pensato! A me suonava pop!

 
Concentriamoci adesso sul motivo centrale della nostra intervista, cioè soffermiamoci sul primo singolo uscito, GOAL.
Mood estivo e ritmo accattivante sono le caratteristiche principali del pezzo. 
Qual è il tuo obiettivo primario con questo brano? 

Goal è un brano un po’ strano, un po’ francese ed io ero un po’ perplesso sul sceglierlo come singolo perché avevo paura venisse frainteso, siamo comunque in tempo. L’obiettivo è che possa avvicinare chi lo ascolterà al resto dell’album.

 
Fantasiose metafore, canzoni le cui parole evocano immagini surreali.
Partendo da questa base, come definiresti il tuo stile compositivo?

Leggero. Mi viene sempre da citare Calvino in questi casi, sperando che non si offenda : ” La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso;” (…) “Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire.”

 

Adesso ti stai concentrando sulla tua carriera, ma non sei il tipo che pensa solo a se stesso; componi musiche per spettacoli teatrali, per spot pubblicitari, hai arrangiato e suonato in vari album di vari tuoi colleghi.
Come riesci a fare tutto?

Perché faccio poco, di tutto. A parte gli scherzi, in passato non sono stato concentrato sui miei progetti perché i tempi non erano maturi. Adesso che sono più maturo, posso fare un disco adolescenziale.

 

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