IL VENTO FOLK DI MASSIMO MORELLI

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MASSIMO MORELLI – Il vento (autoproduzione)
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Il vento di Massimo Morelli è un disco particolare e strano. Le canzoni si dipanano a volte con lentezza, altre volte con fermo cipiglio quasi rock. Si lasciano ascoltare e man mano che le ascolti scopri le numerose sfumature sonore, magicamente fluttuanti tra folk, country, blues. Tutto questo avviene con un’unica, bellissima e autoritaria protagonista; una chitarra acustica che, a volte arpeggiata, altre volte strapazzata come potrebbe fare un saggio rocker, ci sorprende in ogni brano.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Sincera, sognante, vibrante, emozionale

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il titolo è “IL VENTO “. Il percorso che ha portato alla realizzazione di questo lavoro è stato piuttosto naturale. C’è stata una fase compositiva (ma quella dura ormai ininterrotta già da molti anni con alti e bassi), una fase in cui sono state arrangiati gli altri strumenti contemporaneamente alla realizzazione dei provini. Poi registrazioni, mix e tutto il resto.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Questa è volutamente una domanda scomoda…quindi, cercando di essere politicamente corretto, io, come tutti gli artisti all’inizio di un percorso , ho bisogno di farmi conoscere prima con la musica, e lo scopo di questo minialbum dal titolo “IL VENTO ” é proprio questo… Prima si scrive, poi si incide, poi si diffonde la musica ed infine si fanno i live. Visione obsoleta? Non credo. Credo che ogni cosa abbia il suo tempo…e se questa era la risposta politically correct, in realtà potrei rispondere anche….non sono io che devo “portare gente”…é chi organizza che deve fare in modo che ci sia gente ai concerti e far suonare le nuove proposte con artisti che già sono di richiamo di modo che si alimenti il carrozzone… Senza nuove e sconosciute proposte il suddetto carrozzone si fermerebbe in pochi anni.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Per la musica zero… La musica è ad un livello infinitamente più alto dei social. Ci sono persone che hanno un fermento interiore che crea una necessità, crea un’urgenza, ed ognuno esprime questa urgenza in un modo diverso…io scrivo canzoni e lo farei comunque, nello stesso identico modo, anche senza social . L’utilità dei social nel campo musicale è solo quella di diffondere la musica e soddisfare la nostra vanità. Io stesso li uso ed anzi, invidio chi li sa usare meglio di me …ma la musica lasciamola fare, è un altra cosa, esiste da sempre.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
L’ undergraund indipendente ha un valore inestimabile. È quel fermento di cui parlavo prima, moltiplicato per “n” volte …e non si fermerebbe neanche senza social, perché fatto da persone che hanno l’urgenza di dire qualcosa.




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