Il senso del viaggio in Stazione Ora o Mai Più dei Fargo

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E’ disponibile dal 1 Febbraio 2015 su tutti i principali store digitali, Stazione Ora o Mai Più, primo singolo ufficiale dei torinesi Fargo. 

Intervista a cura di Angela Mingoni

 

Stazione Ora o Mai Più, diventa metafora del viaggio. C’è da capire se in senso figurato o concreto, tipo prendiamo il treno e partiamo, così senza una vera meta. O c’è una meta?
Insomma, spiegatecelo voi, le mie sono solo congetture.

Nel brano il viaggio è inteso come la vita di tutti i giorni, con i suoi schemi e la sua routine. E’ il viaggio monotono di chi magari fa un lavoro noioso e un po’ alienante, il compromesso per sopravvivere. Stazione Ora o Mai Più diventa quella scintilla che fa venir voglia di ribaltare il piano, di cambiare tutto, la pulsione verso qualcosa di diverso e che profuma di libertà. Il più delle volte però da quella fermata ci si passa soltanto ma non si ha il coraggio di scendere, si resta sul treno e la vita scorre comunque.

Parliamo adesso del videoclip di Stazione Ora o Mai Più. Appena l’ho visto mi sono illusa fosse la splendida campagna veneta ( io sono di Verona) ed invece…. 

Anche quella è una gran bella zona.. Le immagini però ritraggono i vigneti di Repergo, una frazione di Isola d’Asti in Piemonte. Proprio tra quelle poche case viene custodito da un nostro amico il Citroen Type H pickup che ci scarrozza per le campagne astigiane. Avevamo bisogno di un paesaggio bucolico e di una luce malinconica, siamo stati fortunati quel giorno..
Il video è stato girato e prodotto da Eurofilm e Headwood Studio, due realtà torinesi gestite da nostri cari amici che ci hanno aiutato a tramutare in immagini quello che avevamo in mente.

Fargo è il vostro primo album. Raccontateci un po’ di cosa si tratta, qual è il filo conduttore del vostro lavoro? 

Premessa: il disco uscirà nei mesi primaverili del 2015 e non vediamo l’ora di presentarvelo!
Fargo è esso stesso sviluppato come un viaggio: inizia col rumore della stazione e di un treno che parte, a metà esatta si sente il rumore del treno che viaggia e nei secondi finali l’arrivo a destinazione con gli schiamazzi della stazione che sfumano gradualmente.
Lo si può definire un concept anche se in realtà non è una storia unica, sono tante stazioni e ognuna ha una storia a sé. Il filo conduttore è il treno nelle sue varie accezioni e interpretazioni, dall’avventura all’occasione, dalla vita alla storia d’amore, dal ricordo alla morte.

Non vi ho nemmeno chiesto qualche accenno alla vostra storia in quanto Fargo. Lo faccio adesso allora.

Siamo amici che suonano insieme da tanti anni, talmente tanti da far fatica ad immaginare di poter suonare con altre persone. Col nome di Nymphea Mate abbiamo prodotto un disco che si chiama Endio e l’abbiamo portato in giro per locali, anche di spalla ad artisti come dEUS e IMF. Per molto tempo abbiamo cantato in inglese, principalmente per ragioni metriche e di suono ma per questo album abbiamo deciso di cambiare nome e, dopo qualche risma di carta stracciata, abbiamo trovato un nostro modo di scrivere in italiano. Ci piace pensare di non essere troppo semplici ma nemmeno troppo cerebrali, crediamo fortemente che ci sia un modo di creare immagini evocative o anche solo di parlare di qualcosa in modo elegante e diretto.

Come si gestisce “il cantautorato melodico unito ad arrangiamenti alla Ennio Morricone e ritmiche che strizzano l’occhio agli anni ’80”? Sembrano dimensioni musicali diametralmente opposte. 

Questa definizione veste bene il singolo “Stazione Ora o Mai Più”, per via della strofa che può ricordare Celentano, i fiati e le tastiere alla Morricone e la batteria sintetizzata tipica degli anni ’80. Il disco proprone però una varietà di arrangiamenti e di strutture per cui è difficile categorizzare la sua musica in modo netto, senz’altro è qualcosa di melodico e ricercato, tendente al pop ma non quello italiano. La nostra anima rock è qualcosa che si esalta più dal vivo che “su nastro”.
Quanto alla gestione è molto semplice, le nostre influenze e i nostri stili si fondono nella scrittura e nell’arrangiamento dei brani. Se il risultato funziona si va avanti e lo si sviluppa, se non funziona si fa un passo indietro. Bisogna essere molto severi e autocritici per proporre un sound riconoscibile senza assomigliare a tante cose diverse o, ancora peggio, essere un pout pourri senza logica di tutto quanto ci piace.

La domanda di rito è obbligatoria: impegni live futuri? 

Veniamo da due live ravvicinati e stiamo discutendo il video del nostro prossimo singolo, Cosa ci Facciamo Qui, che uscirà a fine Marzo/inizio Aprile.
Abbiamo in programma per aprile un live in una location molto particolare (un’antica cantina del Freisa a Chieri), filmato e registrato sul modello del “Live at The Basement” dei Radiohead e per fine Maggio la presentazione ufficiale di Fargo in luogo da decidersi. Ci stiamo poi muovendo per promuovere il disco in primavera/estate ma non ci sono ancora date fissate, ad ogni modo consultando la nostra pagina Facebook sarà possibile tenersi aggiornati su tutti gli eventi in programma!
Ci trovate qui: https://www.facebook.com/fargonauti!
Grazie per la bella chiacchierata!

Grazie ai Fargo ed ora godetevi il video di Stazione Ora o Mai Più!

 

 

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