Il Salotto di Malcom: STONA

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Massimo Stona che sia il benvenuto. Ma davvero dico. Tra l’altro sarà contento il suo produttore Guido Guglielminetti se in questo salotto virtuale conservo in cornice una bella foto di lui e di De Gregori assieme in uno dei tantissimi live che hanno consegnato alla storia. Ma non è di questo che siamo qui pronti a parlare. Ci interessa il nuovo disco di STONA: “Storia di un equilibrista”. E come lo si cataloga amici di Malcom? Come non saprei. Questa canzone variopinta, semplice, acqua e sapone, normale ma anche estroversa, di elettronica e di suono suonato davvero (che oggi sembra una conquista). Questa canzone che costruisce le melodie in modo non scontato o anche che la vedi arrampicarsi su soluzioni classiche, da Silvestri a Dalla… e poi la chiusa, ma che pezzo è “Santa pazienza”? Ed è anche la scusa per vederci questo video… semplice e di grande impatto come merita per un brano assai elegante. Questa si che è la faccia classica di un equilibrista che per cercare il baricentro ha messo le mani in pasta un po’ ovunque…

Gli equilibristi. Beh c’è da dire che vista la società di oggi, la metafora cade a pennello ed è stata abbastanza automatica trovarla… non credi?
Si il senso del titolo dell’album e della canzone parte proprio da questo… questo continuo tentativo nel cercare la propria posizione per evitare cadute scomode.

Ma i veri equilibristi oggi, chi sono secondo te?
Credo siamo tutti noi, ogni giorno lottiamo per restare aggrapapti a quel filo.

E la vita che spesso ascoltando la tua musica mi viene da pensarla ad un mare dentro cui nuotare, sul fondo più galleggiando in superficie, secondo te che direzione sociale sta perdendo?
Credo un po’ di educazione sociale, musicale sicuramente… dovremmo ritrovare un po’ di empatia.

E citando ancora “Sonar” che tanto mi è piaciuta: secondo te quindi non stiamo cercando qualcosa di migliore?
Si la ricerca credo sia costante di generazione in generazione… e ci guarderemo sempre indietro col senno di poi a giudicare i nostri predecessori e a cercare di capire dove stiamo andando.

Parliamo di arrangiamenti… con difficoltà riesco a cataloga la tua canzone d’autore. E questo è un bene secondo me. Secondo te? Cioè, dovessi definirla?
Ah questa è una domanda a cui non saprei proprio rispondere… credo comunque un qualcosa di semplice, solare e colorato.

E quindi che ispirazioni, che riferimenti e che debito di riconoscenza hai da pagare?
In realtà non ascolto nulla che si possa avvicinare a quello che hai ascoltato nel disco.… ho davvero completamente altri gusti musicali… eppure quando inizio a scrivere quello che succede sono queste canzoni cosi’ intime e un po’ spiazzanti anche per me… credo sia un bene riscoprire qualcosa di nuovo ogni volta che scrivo.

E noi la mettiamo in onda questa “Santa pazienza” che certamente è di forma sghemba rispetto a tutto il mondo che si racchiude in questo bel disco di Massimo Stona. Sghemba è una parola che mi piace assai. E qui, oggi, di amanti di parole, siamo almeno in due.