Il Salotto di Malcom: ZUIN

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Quando è la propria vita a far scrivere canzoni allora non ci sono momenti brutti e pause senza senso durante l’ascolto. Quando è la propria vita a far scrivere un disco allora l’ascolto si fa prezioso e si deve consumare con cura e rispetto. L’esordio di ZUIN, milanese di primo pelo nel mondo dei dischi pubblicati ma non della musica suonata, si intitola “Per tutti questi anni” ed è una bella miscela di rock anni moderni con la canzone d’autore fresca e leggera di questi tempi indie. Intimità sicuramente, vedete e ascoltate la sacralità di “Bianco” o perdetevi nella nebbia che si respira dentro “Monza Sarnno”. C’è da farsi arricciare la pelle nella sensibilità che grida dietro “Credimi”. Ed è dunque con rispetto e sacralità che adorno questo salotto di foto e di ricordi di un passato che, giorno dopo giorno, ha scritto una storia che ZUIN, dal canto suo, ha fatto musica.

Ah finalmente un disco suonato. Insomma avuta l’invasione del digitale oggi, piano piano si torna a fare del sano “rock” sporcandosi le mani. Tu che mi dici?
Sono sincero, sono veramente poco portato per il digitale, mi bastano due cavi in più e ho degli attacchi di panico e poi amo i legni in maniera carnale, ho bisogno di avere tra le mani uno strumento e suonarlo, non riuscirei a fare la stessa cosa con un pc senza inferirgli dei colpi mortali ad ogni concerto.

Che poi questo disco un poco all’elettronica strizza l’occhio anche se non ne fa un uso sfacciato, quasi portante o sbaglio?
Abbiamo utilizzato un’elettronica di supporto, che facesse suonare il disco come piaceva a noi senza diventare il fulcro del disco, infatti dal vivo usciamo senza componenti elettroniche o sequenza, spesso dei suoni elettronici che si sentono sono prodotti da delle semplici chitarre elettriche.

ZUIN: in generale perché decide di scendere in campo come cantautore ora che la musica è in crisi sotto ogni punto di vista?
Ho già fatto la mia gavetta come band, vivendone i lati sia positivi che negativi, per questo progetto avevo la necessità di raccontarmi in prima persona e per farlo dovevo prendere il posto di guida di una macchina monoposto, il realtà poi una volta iniziato il viaggio la macchina si è ingrandita e sono salite diverse persone importanti per il progetto, ma non ho mai perso di vista il posto al volante.

In rete troviamo “Bianco” come nuovo video ufficiale. Una versione casalinga? Come mai questa scelta?
In realtà non è un video ufficiale ma semplicemente una versione live di questa canzone.
Dopo aver contattato Daniela per duettare con me in questo pezzo, lei mi ha proposto di registrare questa canzone e inserirla nel form “in da house” che lei propone da qualche periodo col suo progetto.

Una domanda profonda profonda: ci sono canzoni assai personali di vita vissuta, tua privata. “Credimi” tanto per fare un esempio. Dopo averla scritta hai celebrato i tuoi “Fantasmi”? Li hai ancora ogni giorno o, qualcuno, è stato debellato?
È difficile da dire ci sono fantasmi che spariscono per sempre, altri che ritornano dopo molto tempo, al momento mi sento sereno, tra poco diventerò papa’ e la musica mi sta dando tanti soddisfazioni. Se i fantasmi tornano sono pronto per combattere come ho sempre fatto.

Che poi da cantautore: debellare i fantasmi serve alla scrittura? In altre parole: non è forse il mistero, le false verità, qualcosa che non torna ad ispirare l’animo inquieto? Se tutto andasse bene, se fosse lineare… sarebbe d’ispirazione per ZUIN?
I cantautori come sempre sono ispirati nei momenti piu’ tristi, probabilmente nel mio prossimo lavoro cerchero’ di raccontare le cose belle, spero, cosi’ vuol dire che sara’ andato tutto bene.

Ed eccola “Bianco”. Quando parlo di sacralità faccio riferimento alla dedizione che gli artisti inseriscono anche nel silenzio e nelle pause. In questo disco c’è molto rispetto anche del silenzio. Questa è una bella sensazione che ho…




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