Il Salotto di Malcom: YATO

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Spazio all’elettronica d’autore. Spazio allo spazio, quello intersiderale, quello dove trovano riparo passioni e sensazioni di cuore, romanticismi e quel cinico disincanto che permette ad un cantautore di descrivere la vita che ha attorno attraverso la parola, i suoni, un mix che non si ferma alla semplice forma canzone. YATO torna con un disco che intitola “Post Shock”, suoni e frammenti d’autore dalle derive americane piuttosto che inglesi piuttosto che berlinesi. E in questo salotto dunque mi tocca di levare luce solare ed inserire neon e led luminosi di atmosfere industriali. Un disco molto urban per quanto il pop d’autore della nostra tradizione faccia capolino un po’ troppo spesso per sentirne la mancanza… benvenuto YATO, benvenuta elettronica d’autore, benvenuto “Post Shock”.

Da esperienze “gruppali” come le hai definite tu, all’essenza di un cantautore solista. Come avviene questa metamorfosi?
Una metamorfosi continua, nel tempo. Si sono succeduti momenti in cui facevo parte di progetti in band ad altri in cui portavo avanti qualcosa di personale, per poi ritornare ai primi e così via. Ad oggi il progetto YATO è un progetto solista ma che ha un’apertura alla dimensione di gruppo di un certo tipo. Amo coinvolgermi con altri nel godimento che dà suonare e scoprire nuovi scenari.
La scena musicale di questo progetto è quasi alla stregua di una piattaforma musicale in cui convergono tutte le varie partecipazioni!

E col senno di poi: meglio l’una o l’altra cosa? Pensando alla tua musica soprattutto…
Col senno di adesso, ora.

Scrivi da cantautore o componi da sperimentatore digitale?
Scrivo testi da sperimentatore digitale e la musica quasi con quella sottile ed incisiva descrizione di un’atmosfera che anche la musica cantautorale e pop in genere ha offerto ed offre, arrivando da tutt’altra parte.

E non pensi che la frontiera digitale che rende tutto possibile con un click in qualche modo “banalizzi” la resa di una composizione?
Ha! Stai scherzando. Ci sono progetti in cui l’elettronica è davvero ricerca e composizione a livelli alti. E’ molto impegnativa e non occorre di certo che faccia riferimento ai grandi compositori e sperimentatori ma basta sentire ed ascoltare i tanti bellissimi brani di molti progetti stranieri ed italiani. Certo, hai ragione se si fa riferimento al fatto di doverci mettere qualche “arrangiamentino” da sé o in studio che sia, ma non confondiamo le acque…anzi, che l’ascoltatore inizi a differenziare i suonini e i beat a rettangolini con la ricerca e l’arrangiamento che coinvolge l’elettronica…di cui, fra l’altro, oramai ed in qualsiasi genere musicale, il mondo ne è pervaso.

Chiudiamo con il singolo e con un pensiero: un giorno di ordinaria follia in questo video…
Un giorno tutto racchiuso in un momento quello del “Consciock”!
Panico che attacca una città, in città. Un attacco di panico che racchiude l’uomo dietro le sue barricate, dietro le vecchie mura che la modernità ha abbattutto.
Un giorno di disordinata malinconia…forse è quello che ha mosso la scrittura di questo testo. Nel panico viviamo caoticamente gli eventi e quello che ci circonda o in cui siamo immersi e restiamo incollati su una sedia, inchiodati ad un angolo: ma cosa vorremmo dire? Cosa potremmo fare? Bè “Consciock” ti fa ballare con e su questa roba!

Forse il singolo “Elettro Hardore” è sicuramente uno dei momenti più “pop” di questo nuovo lavoro che in fondo cerca l’equilibrio tra la voglia di trasgredire alle regole e il bisogno di ricordare le origini. E noi ci mettiamo in ascolto con elettro hardore e piacere…




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