Il Salotto di Malcom: Stefano Vergani

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Ho dipinto le tende di bianco. Non mi devo sposare ma voglio fargli trovare qualcosa che assomigli alla facciata del suo disco. Poi ho appeso trombe e tamburi alle pareti, un foulard ricamato da una vecchia signora gitana, ho indossato una palandrana ironica ma non troppo, ho pulito il tappeto di mia nonna e poi alla fine ho levato via cd e mp3 e gli ho fatto trovare solo una piastra (non funzionante) di vinili. Benedetti vinili. Ho accolto così Stefano Vergani nell’immaginario di questo Salotto. Cantautore di quelli che fanno fare il fumo alle orecchie e alle fantasie circensi, di quelli che senti fumando, di quelli che Paolo Conte o Capossela non se ne sente la mancanza. Bello questo “Applausi a prescindere”. Ne voglio sapere di più perciò un benvenuto a Stefano Vergani.

Oggi sei Stefano Vergani cantautore. Prima c’era un’orchestra in viaggio. Meglio soli che male accompagnati? Oppure hai dovuto correre ai riparti con una soluzione B vista la loro dipartita artistica?
No, nessuna dipartita artistica, in dieci anni cambiano un sacco di cose e capita quindi che le strade si separino, e per inciso, solo, proprio non mi piace stare, non mi piace nemmeno troppo suonare da solo, ho bisogno di compagnia.

A prescindere che questo disco mi piace. A prescindere che gli applausi non si fanno mai a prescindere. Quindi, a prescindere da tutto, ci stai dicendo che tutti dovrebbero meritare fiducia?
La fiducia, dal mio punto di vista si dovrebbe dare a tutti, poi è il tempo a decidere se effettivamente te la meriti o meno, sono sempre curioso nei confronti del “nuovo”, spesso mi ammalia, spesso mi annoia, a prescindere dagli applausi che lo circondano.

Sexy, intrigante, sospeso, cinico, intimo, noir, vino rosso come se piovesse…se ti chiedessi di completare la lista?
Vino bianco, cantare in allegria e pigro il giusto.

Quanto ti piace questo disco? Dopo mesi di concerti e di promozione, dagli un occhio da fuori e dicci: la prima cosa che cambieresti?
Ascolto così tanto il disco in fase di realizzazione che subito dopo smetto di ascoltarlo perché tendenzialmente rifarei tutto da capo, i suoni, i pezzi, resta il fatto che sono davvero molto felice di questo disco che sento molto più mio rispetto a tutti gli altri.

Perdonerai la mia schiettezza? Ci provo…serve ancora fare questo mestiere in Italia? Ok la passione, il cuore e l’ispirazione. Ok l’arte e l’essenza di se. Ma tutto il resto che manca come riesci (se ci riesci) a colmarlo…sempre se ti manca qualcosa…? Cioè oggi neanche più gli avvocati navigano in acque sicure, figuriamoci tutti noi che facciamo un mestiere che neanche è reputato tale…
Io metto davanti a tutto l’amore per questo mestiere, per continuare a farlo mi sono inventato tante situazioni, tre o quattro spettacoli diversi, dove metto in scena le mie diverse facce. Non è facile, tendenzialmente devi sempre rinunciare a qualche cosa, ma mi sono accorto che nel bene e nel male, fare questo mestiere è sicuramente la cosa che mi riesce meglio e che soprattutto mi rende felice. Anche nei momenti più bui che sono passati, la domanda e’ sempre stata: Cosa altro posso fare? La risposta : nient’altro.

“Applausi a prescindere” chiude un cerchio o sta aprendo un portone?
Spero vivamente che stia aprendo un portone, piu’ passa il tempo, più giro in largo, più si incontrano persone nuove, tutto questo mi fa pensare bene. Mi auguro di riuscire ancora a stupirmi.

Lasciamo da parte le citazioni artistiche. Lasciamo da parte la critica dei saccenti. Dimmi la tua verità: perchè ti sei ritrovato a fare questo genere di musica e di scrittura?
Per quanto riguarda la musica, per il semplice fatto che questa è la musica che io amo, che ho sempre ascoltato, che ho sempre voluto suonare, non ho mai avuto il pallino per il rock se non per i grandi classici o per altri stili, io sono stato ammaliato dalla grande musica dei cantautori italiani e per tanto lo stampo è per forza quello. Per quanto riguarda la scrittura, non ha mai avuto metodo, è una scrittura molto libera, veloce ed immediata, non perdo giornate dietro ad un testo, se c’è una cosa buona in mezz’ora e bella e scritta. Al contrario ci sono chilometri di carta stracciata che giacciano a terra.

Ci regali una curiosità? Un certo tipo di musica, è solo un genere oppure un modo di essere? Cioè nella vita di tutti i giorni che musica sei?
Ma credo che ogni giorno venga accompagnato da una musica diversa, sicuramente ci sono tipi di musica che condizionano tutto il resto della vita, la mia spero sempre che sia qualcosa di leggero ed elegante come un walzer.

Beh che dire. Reggo la botta e asciugo il sudore. Quando la passione si fa mestiere e si fa scorza dura per consumare la strada che ha di fronte non c’è niente che tenga il confronto. Bella canzone d’autore italiana…Stefano Vergani