Il Salotto di Malcom: NULARSE

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Siamo tutti sospesi a qualche dannato filo di questa vita, amici di Malcom. Ed è da qui che si parte per conoscere un disco davvero interessante che faccio accomodare tra le pareti di questo salotto pensando di restituire un po’ di America e di Berlino all’aria di provincia che mi circonda. Alessandro Domin è un chitarrista che però da tempo, sotto le spoglie di Nularse, genera dei pattern digitali e delle melodie assai intriganti. E questo nuovo disco ha qualcosa che dal folk intimo poi si riverbera nelle soluzioni industriali di una Berlino che adoro. Sono momenti pacati e sono tele dipinte senza troppa presunzione ma con il carattere di chi sa come fare per piacere. Si intitola appunto “Sospesi”, com’è sospesa la sensazione che c’è dietro ogni brano, rigorosamente cantato in italiano, altra grande caratteristica vincente. Lo faccio accomodare e non faccio troppe storie, so di non levare il buon vecchio rum ma so anche di mettere dei led cromatici lungo la mia libreria e… beh non penso sia lui la persona giusta con cui ascoltare un vinile. Qui si fa solletico al futuro amici di Malcom…

Elettronica. Secondo te il futuro è digitale? Mi piace tanto questa domanda e ormai è divenuta una prassi farla…

Infatti è molto interessante. Secondo me il futuro (e presente) è un misto di cose. Digitale, analogico, ormai poco importa: la qualità dei suoni digitali ha raggiunto vette incredibili, ma ci sono altre cose che solo l’analogico continuano a funzionare. Io mi trovo a metà, affascinato dall’elettronica ma col cuore che appartiene alle chitarre, alle voci, agli strumenti reali. Quindi per quanto mi riguarda sono capitato in un periodo storico di grande libertà, dove poter sfruttare i suoni che voglio ma poter ancora suonare strumenti veri e mescolare tutto, senza giudicare un suono dalla propria origine. Chitarre acustiche registrate dentro a microfoni Neumann da 2000 euro assieme a VST gratuiti, il bello della modernità è trovare la propria strada tra tutte le possibilità, creare nuove alchimie di suoni. 

 E non penso che a forza di suonare con l’elettronica, si smetta proprio di suonare per davvero?  

Non saprei, secondo me è più complesso di così. Io trovo che alla fine debba vincere la musica, e ci saranno sempre musicisti che suonano strumenti “veri” e musicisti che si dedicano all’elettronica.

Io poi penso che l’elettronica possa anche essere un approccio al modo di far musica. Io non mi sento di fare elettronica e basta, mi sento di sfruttarne le potenzialità espressive e compositive, fonderla con altre cose, musica acustica, cantautorale, intimistica. Ad esempio mi permette di dare credibilità e identità alla sezione ritmica, nonostante io non sia batterista. E a chi importa che le parti non siano suonate? Se funzionano in quel modo, va bene così. 

E poi come e perché nasce il nome che ti porti addosso? Nularse… cosa significa e cosa rappresenta di preciso?

Nularse suona come una parola di un qualche paese lontano, ma in realà è dialetto e significa “rannuvolarsi”, il momento prima dell’arrivo del temporale. Mi piaceva trovare un nome che potesse avere una identità forte, suonasse in un modo internazionale ma mi desse delle radici.

Ascoltando questo nuovo disco e pensando ai colori: sarà la copertina ma io penso ovviamente al bianco. Tu cosa mi dici?

Alla fine questo disco è semplice e può arrivare a tutti. La scelta del bianco segue quest’idea. È un colore che secondo me si adatta alla mia musica, attira l’attenzione con semplicità. È anche rischioso perché non lascia via di scampo, è alla base di tutto. Ma Jonathan Calugi (il designer che cura la mia grafica) ha una grande esperienza a riguardo, e son convinto che abbia colto nel segno e fatto la scelta giusta per provare ad essere interessante senza imporsi. È un po’ il mio modo di far le cose.

Saturnino… e questa featuring come nasce? Davvero qualcosa di prezioso…

Saturnino ha avuto modo di ascoltare un mio vecchio brano, Oh Song. Se ne è innamorato, ci siamo sentiti e da lì l’idea di farlo partecipare al mio disco. Dici bene, veramente un feat. prezioso di cui vado molto fiero. E poi il brano “È tutto qui” ha preso dieci punti in più col suo giro di basso.

A proposito di questo brano “È tutto qui”. D’impatto e senza troppo pensarci ho pensato subito a “Lunedì cinema”… ricordi quella sigla del lunedì di Raiuno? Mi è tornato alla mente e vorrei chiederti se in qualche modo, nel retrobottega di Nularse, c’era qualche idea del genere…

Ma davvero? Beh, il brano che citi ce l’ho nella testa perché mi ricordo ancora quando mi mettevo davanti alla TV al lunedì per guardare qualche bel film. Quanto mi manca quella sensazione di attesa nei confronti di un evento, anche che fosse solo una serata davanti allo schermo! Quel brano è geniale, Dalla e Stadio, e forse mi ha lasciato un imprinting da qualche parte, non so. Ora come ora in cantiere non c’è nulla che segua dichiaratamente questo percorso, però è il mio parere: nemmeno in questo brano avevo in mente di farlo, eppure tu hai ritrovato un filo conduttore! Quindi chissà…

A chiudere parliamo del video. Solitudine, consapevolezza di se, emancipazione o semplice sfoggio di bellezza estetica? Anche quello serve alla vita…

Il video di “Non Cambierà” ha una grande cura estetica, è vero. Mi piacciono i lavori patinati, fatti bene, con tecnica ed arte. Però a detta mia le grandi doti registiche di Marco Da Re e attoriali di Marta Menietti sono solo il veicolo per far arrivare il significato contenuto nel brano, ovvero il fatto che non dobbiamo arrenderci al mondo, perché esso non cambierà mai dal momento in cui non lottiamo per avere una differente prospettiva delle cose. 

Dalla rete pesco le bellissime immagini di “Non cambierà”, il singolo estratto da questo disco. Lo scenario di lei, bella quanto basta per coccolare con seduzione e infantile scoperta la solitudine che si ha di dentro. Piano. Lentamente. Che a sul pianeta Nularse il tempo scorre senza fretta…