Il Salotto di Malcom: NEVICA NOISE

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Citando il mitico Franco…“E gira tutto intorno alla stanza…” e fu così che imparai la lezione dello Sputnik in orbita sempre e comunque attorno alla grande roccia…e fu così che in questo salotto, maledetto, imbevuto di puzze d’alcool e di vinili d’epoca, arriva prepotente ed elegante il futuro…di nuovo. Ne abbiamo vissuti di momenti con tute interstellari ma questo di oggi è un passaggio obbligato con vademecum di musica noise alla mano e saggezza digitale sulle spalle. Gianluca Lo Presti entra con incedere elegante, umile ed aggraziato…ma soprattutto in fronte porta il nome del suo nuovo progetto che chiama NEVICA NOISE. Un disco lungo di momenti sospesi, di psichedelia da LSD che trovi rintronante nella testa e nel cuore, esperienze e sensazioni più che appigli oggettivi. Il suo disco lo ha intitolato “Sputnik” ed è un lavoro improvvisato al momento della registrazione – imparo questo da quel che leggo di lui. Fatta la base, costruita l’idea, adesso facciamo come dicono gli americani: PLUG & PLAY. Un disco che rivela pazienza, ordine, confusione artistica e delirio visionario…ma soprattutto equilibrio. Benvenuto Nevica Noise:

La prima grande curiosità: che bisogno avevi di modificare il nome? L’evoluzione della persona, l’evoluzione dei suoni, l’evoluzione dell’espressione…ma di base non è sempre la stessa persona?
Nevica NOISE é l’alter ego di Nevica su Quattropuntozero ma trattandosi di un progetto più sperimentale dove lascio spazio soltanto alla musica,mi piaceva l’idea di diversificarli anche se il nome Nevica rimane comune ai due.Si possono considerare due facce della stessa medaglia effettivamente.

Il noise è forse quanto di più psichedelico ci sia…qual è il suo vero scopo? In che modo riesce a governare e comunicare un qualsivoglia messaggio secondo te?
Considero il rumore un aspetto fondamentale per descrivere il caos del mondo odierno. Siamo spesso frastornati da una molteplicitá di stimoli di sottofondo che ci distraggono da noi stessi. Mi interessa questo aspetto di fondere il rumore con la melodia e farlo diventare esso stesso musica un pò per esorcizzarlo.Non lo considero comunque fine a se stesso ma come una parte del tutto.

“Sputnik” è un disco concentrico…mi piace definirlo così. Tu che ne dici?
Più che concentrico direi circolare perché il primo e l’ultimo brano della playlist sono legati simbolicamente tra di loro secondo le regole del mondo visionario e narrativo dello scrittore giapponese Murakami. Mi spiego meglio;
MOTHER AND DAUGHTER il pezzo di apertura parla dell’importanza della discendenza,di un senso di continuitá del tramandare una conoscenza o una certa spiritualitá tra un essere e un altro in questo caso la madre colei che percepisce la veritá (Perceiver) e la figlia colei che riceve il testimone e lo sviluppa e custodisce nel tempo attraverso la sua vita (Receiver).
La CRISALIDE D’ARIA (ultimo brano) é un “passaggio” tra due mondi che in parte si sovrappongono come se uno fosse il negativo dell’altro per fare un paragone fotografico.
Ma oltre a ciò nella Crisalide cresce il bozzolo o embrione del “receiver” é simbolicamente anche una forma di placenta che custodisce una nuova vita che avrá il compito di continuare la missione del “perceiver”.

Il potere visionario di questo lavoro è davvero importante. Ok parlando di visioni: che colore ha questo disco secondo te? Perchè io penso subito al rosso fluorescente pensando al video di lancio…
Rosso fluorescente ma ci vedo anche i chiaroscuri nero e luce degli spazi siderali

In una tale “orgia” di improvvisazioni digitali…che ci fanno suoni acustici come rullante e piatti?
La scelta di una batteria acustica suonata da Alessandro “Gomma”Antolini con suoni naturali é stato un esperimento per creare un contrasto con l’elettronica. Di solito i dischi elettronici hanno una batteria digitale oppure senti la batteria vera nei dischi rock sotto a muri di chitarre. Ecco qui abbiamo voluto spostare il tiro dell’ascoltatore mettendo una batteria vera sotto un muro di elettronica…anzi due batterie perché in realtá ci sono due takes che dialogano tra di loro una a sinistra una a destra!

E chiudiamo riassumendo tutto questo nel video di “Crisalide d’aria”: perché questa scelta…ma soprattutto, dacci la tua chiave di lettura per decifrarne lo spirito!!!
La scelta del video inizialmente era stata fatta su di un altro brano cui magari lavoreremo più avanti.
La regia di Crisalide d’aria é di Mario D’Anelli chitarrista dei The Black Veils e volevamo lavorare sul contrasto natura spirito/civiltá industriale pur sapendo della difficoltá data la lunghezza del brano. Non a caso abbiamo scelto di girare in Darsena a Ravenna nella zona del porto. Ma vuole essere anche un omaggio alla cittá in cui vivo da 30 anni con la quale ho sempre avuto un rapporto ambivalente che si é rasserenato negli anni grazie forse anche al fatto che sto invecchiando!

“Crisalide D’Aria”…e di questi dischi non va mai chiesto il perchè piacciono. Sono istinti che si seguono e sensazioni che parlano con la voce del nostro migliore amico. Dietro c’è solo arte astratta e che ognuno si senta libero di interpretarla come vuole…PLUG & PLAY