Il Salotto di Malcom: Margherita Pirri

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Silenzio e verginità. Non fisica, non siate malconci e maliziosi. Siate sottili oggi in questo Salotto. Esatto: SOTTILI. Consumo candele e faccio pulizia di stagione. Bellissima lei, ma soprattutto bellissima la sua musica. Sottile. Perché non c’è spazio e tempo da dedicare al superfluo gioco delle star che voglio far di saccenterie facili. Non c’è tempo neanche per ridere e scherzare di fronte all’impatto emozionale della sua voce…della sua chitarra arpa…un rivolo sexy e ineluttabile si insinua sotto pelle e fa drizzare i peli. Un disco che non è affatto contenibile tra le Alpi e la Sicilia. Un divano mal ricamato, candele tante come dicevo, vesti volanti e folate di vento da una serata che anticipa la venuta dei caldi. Fa caldo se penso a quanta emozione si respira nell’ultimo disco di Margherita Pirri. Eccola in questo salotto:

Anche nella tua biografia trovo i premi. Ma non erano gli sportivi a gareggiare? Che senso ha mettere in gara l’arte?
Capisco bene cosa intendi dire… Ma per chi inizia se togliamo anche quelli cosa rimane? La musica dal vivo sta morendo, il cd è ormai sepolto e i locali live stanno chiudendo (come è accaduto ultimamente qui a Milano con “Le Scimmie”). Non amo la competizione in sè . Per la giuria di un concorso credo sia difficile scegliere quale canzone sia la migliore e molto spesso i brani sono i piccoli mondi, piccole confessioni o scorci della propria anima messi a nudo armati solo della nostra voce e dei nostri strumenti. Ma l’unico modo oggi per farsi conoscere è partecipare a concorsi, esibirsi o andare ai talent. Sinceramente faccio parte della “vecchia scuola” di cantautori che credono nella propria arte e che girano l’Italia con la “chitarra in spalla” con una grande passione per la musica.

Canti principalmente in inglese perchè ha una musicalità maggiore? Nel tuo precedente successo “Cara Milano” credo abbia dato un altro tipo di lezione a tutti questi esterofili quotidiani. Il tuo punto di vista?
È ormai una domanda ricorrente il motivo per cui scrivo in inglese o in altre lingue che non siano l’italiano. Per tantissimi anni a partire dai 4 anni ho iniziato ad imparare il tedesco (ho frequentato la scuola tedesca di Milano dall’asilo alla maturità) poi ho imparato anche l’inglese e il francese. Amo molto le lingue tra cui naturalmente l’inglese ma credo sia bello sperimentare quando si scrivono canzoni attraverso testi in lingue diverse, perché ogni lingua è unica ed ha una sua particolare musicalità. Il fatto di scrivere tanto in inglese è semplicemente perché l’inglese è una lingua internazionale comprensibile in quasi tutto il mondo, è apparentemente facile ma per chi l’ha studiata per molti anni sa che è invece molto ricca e complessa. In poche parole si riescono a condensare molti concetti, cosa che in italiano è più difficile. Inoltre una parola può assumere significati diversi e una semplice frase può dire molto. Quando scrivo in italiano i testi sono quasi sempre racconti, cerco di esprimere quello che sento senza dire troppo, in questo senso non seguo mode né tendenze ma soltanto una sensazione che nasce insieme alla melodia che in sé raccoglie già parte del testo e della lingua in cui verrà scritto.

Indie Rock contro Margherita Pirri. Chi vince? Se sfoglio i giornali e il web credo di avere una risposta. Se sfogliamo la storia della gente comune?
Direi che è un bella lotta! Siamo entrambi DIY…

Senti io odio le comparazioni. Quindi falle tu. Margherita Pirri come?
La penso come te. Quindi direi di passare alla prossima domanda.

Poi sfogliando Youtube ho trovato una dolcissima canzone “Un giorno di maggio”…e poi ho riascoltato la sigla di Libro Cuore. Quanto sono correlate o lontanissime queste due canzoni?
“Un giorno di maggio” è una canzone nata su commissione. Richiesta da un mio “fan” di vecchia data, un sacerdote salesiano che si occupa attivamente di giovani e che mi aveva proposto di scrivere una canzone che parlasse della difficile fase della vita che è l’adolescenza . La canzone gli è piaciuta talmente da sceglierla come colonna sonora del sito di “Note di Pastorale Giovanile” dei Salesiani Don Bosco di Roma. Non conoscevo il cartone animato da te citato. Credo che ci sia una grande differenza, quella dei punti di vista: in Libro cuore chi racconta è cresciuto, è lontano da quel mondo di bambino, si parla di giorni di scuola che non tornano più, di un libro che ora è pieno di polvere, di una semplicità e innocenza perduta, dei ricordi di ore “su quei neri banchi, quanti sogni, non ricordo più”. In “un giorno di maggio” troviamo il punto di vista di un ragazzino che racconta in prima persona delle proprie paure, speranze, desideri, è una canzone che parla del suo presente fatto di piccole cose, un ipod, una bicicletta, un amore appena sbocciato, un viaggio per l’Italia da cui poi dovrà ritornare con la consapevolezza di dover lasciare le emozioni e la ragazza che ha incontrato, con la scoperta della crudeltà del tempo che scorre inesorabile, e “nel futuro il passato è qualcosa che più non c’è”. E quindi perché non trovare il sole anche d’inverno? Perché non rubare un po’ di sabbia al mare? Al ritorno si accorge che la sua casa a lui tanto familiare che gli sembrava così bella ora non è che una casa grigia come tante, non è più bambino ma sta attraversando quel difficile viaggio che è l’adolescenza, una fase sofferta e complessa, spesso anche traumatica che ci trasformerà in uomini e donne.

Secondo te, dopo aver realizzato un disco simile, quanto riesci meglio a conoscerti?
Non ci si conosce mai abbastanza e per me la scrittura e la composizione fanno parte della mia ricerca interiore. Sono molte le domande a cui cerco risposte e cerco di trovarle attraverso la musica, sono sempre alla ricerca della verità.

Fuori onda scopro che c’è ancora da aspettare per il suo nuovo video. Eccovene un teaser come direbbero i pettinati giornalisti. Non serve alzare il volume. Questa vola a luce di candela, in questo salotto c’è il mondo che danza in punta di piedi. Looking for Truth.