Il Salotto di Malcom: Luca Bash

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Che dire gente amica di Malcom? Torno dalle ferie e ritrovo questo salotto impolverato di antichi presagi e vecchi fantasmi. Subito devo metterci mano con stuole ricamate e raffinati profumi. Anche perchè è tempo di tornare a vedere gente entrare ed uscire da questo salotto dove c’è solo musica d’autore di questa Italia underground. E oggi il benvenuto lo rivolgo a Luca Bash che di underground ha ben poco…chissà perchè la sua cartella stampa porta l’espressione “cantautore indie”. Un nuovo disco intitolato “Oltre le quinte”, un sound pulito, un main stream ma di quelli fatti bene assai assai. Non uccidetemi per carità, non voglio sparare in alto ma cerco una direzione più che un paragone. Avete presente il bellissimo pop stiloso di Rufus Wainwright? Cioè avete presente quando la canzone leggera italiana prende strade che non cercano trasgressioni di stile ma solo di forme di ricami poco banali? Beh a suo modo questo disco sa fare tutto questo. E allora benvenuto Luca Bash:

Un disco che guarda tantissimo alla tradizione di un certo periodo passato. Come mai questa scelta?
Quando registri un disco senza l’uso della tecnologia oggi a disposizione l’orecchio può, in effetti, legarlo ad un sapore vintage. Ma la musica, secondo me, è ancora nelle mani e nel legno dei musicisti. E poi, dagli anni ’70-’80-‘90 ad oggi, fatta esclusione della fonia a e dell’ingegneria del suono, non mi pare che la musica leggera abbia avuto uno sviluppo significativo, se non quello di diventare uno spettacolo a tutti i costi. Si sceglie ciò che piace alla gente, e nei licei ancora si scambiano gli MP3 dei Nirvana. Nella discografia dei Queen, ad esempio, trovo molte più idee “originali” di composizione che nella musica di oggi.
Tornando alla domanda, non è stata una scelta. Quello che sentite è solo frutto di persone che hanno messo giù linee melodiche e ritmiche per come le sentivano, senza alcun pensiero inerente la collocazione stilistica o temporale.

Luca Bash dentro questo stile è un artista libero oppure ci sono state decisioni e contaminazioni precise per avere un certo mood?
Nessuna contaminazione. Ti racconto cosa scrissi su Whatzapp ai miei amici quando gli mandai i brani da suonare. Gli dissi: “Suonate i brani come li sentite. Non vi dirò niente in termini di indirizzo, suoni, e scelte. Fate quello che volete. Mi tengo solo il diritto di mettere, tagliare o non mettere quello che fate”. E così fece il batterista, poi il bassista, e gli armonici.
Poi, quando suonavamo, ci siamo uniti all’inizio per prendere spunto dal Pop-Fusion di Dave Matthews, quindi credo questa sottotraccia sia rimasta.

Domanda piccante come al mio solito: non pensi siano troppi 15 brani oggi?
Oggi si è perso il concetto si Album, mentre per me ha ancora senso. Di fatto, una persona, se sente un brano che gli piace, scarica solo quello. Per tanto, per lei, cosa cambia se l’album ha 5 o 15 brani? Invece, se un artista ti piace, e ti piace dopo aver ascoltato 2 o 3 sue canzoni… nel momento che compri il suo CD, non hai quella sensazione di voler ascoltare il più possibile? Io, quando compro artisti che mi piacciono e metto il CD in macchina, spero almeno di coprire la tratta Torino-Milano! Se qualcuno comprerà il mio album credo lo farà perché vuole ascoltare di più in merito alla mia musica. Suppongo di aver fatto una cosa per lui… e per me.

Dr. Hyde…ma non era un Mister?
Grazie della domanda, poiché nella risposta c’è il significato della canzone. Se una persona si comporta bene per tutta la sua vita e un giorno, provocato fino all’inverosimile, da una sberla a sua moglie, è di fatto una persona capace di picchiare le donne. Idem vale con altri migliaia di esempi. Noi siamo quello che desideriamo e che siamo capaci di fare, non quello che facciamo in “media”. Dr. Jekyll era la maschera di Mr. Hyde… quella maschera necessaria alla vita di tutti i giorni. Non esiste bene e male, dio e diavolo. Conta quello che nel nostro cuore desideriamo fare, ed esttamente ‘quello’ noi siamo. Mr. Hyde non è un alter ego, ma rappresenta ciò che veramente il Dr. Jekyll è nel suo Io più profondo. E nella canzone Mr. Hyde prende il sopravvento, diventando Dr. Hyde.

E stando sempre sul tema: Dr. Hyde e Mr. Jekyll. In fondo è la vita di tutti i giorni…e la tua musica? Sinceramente…chi è dei due?
Sono sempre lo stesso. Lavoro e ho raggiunto un mestiere che mi rappresenta e che mi piace parecchio, e non vivo il lavoro che faccio con una maschera. Se mi vedessi nelle riunioni ti accorgeresti che resto sempre lo stesso. Ma sento ugualmente la necessità di esprimermi, e di creare da zero qualcosa. Da piccolo ho fatto scuola di pittura, poi scultura. Ho sempre cercato modi per stampare la mia anima. La musica è quella che mi ha dato più soddisfazioni, e non parlo di introiti, ma di rispetto del cosa voglio comunicare. E quindi la notte scrivo, nel mio studio. Mio cognato, quando mi ci rinchiudevo, la chiamava la Bat Caverna… beh, Batman, più che Dr. Hyde, mi piace…

Mai pensato di incontrare altra musica, altre rivoluzioni…altri suoni?
Questo si… se facessi musica per mestiere. Essendo un hobby, gran parte si esplica tra le mie mura con in braccio una chitarra. Per sperimentare serve un laboratorio e persone con cui condividere la creazione. Purtroppo non ho modo di farlo con quel poco tempo che posso dedicare alla musica, ma si… mi piacerebbe! Una volta ho scritto e cantato il testo di una canzone dance… interessante. In un’altra vita, forse… o in questa, chi lo sa.

Un manipolo di amici, collaboratori e colleghi. Ad ognuno il suo per dare la direzione artistica a questo disco. Ben tornato al Salotto di Malcom e ben tornata bella musica italiana che vive e vegeta sotto le lenzuola del main stream italiano. Amen.