Il Salotto di Malcom: KAPUT BLUE

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Luci glitterate in questo ampio loft di pietra lavica – come mi piace definire l’intonaco che ho attorno. Che poi a dire la verità, ci sono più mobili per vinili che pareti libere da intonacare. Il vostro Malcom lo sa che con Kaput Blue che fa il suo ingresso nel salotto della musica si deve necessariamente abbandonare ogni tipo di cliché nostrano e trasferirsi la dove l’America non è un sogno, dove la notte si fa berliniana, dove R’n’B, Trap, Future Groove e Neo Soul digitale dettano legge per quello che forse sarà il nuovo pop main stream. Forse. Secondo me a questo mood si è già arrivato. Così Antonio Caputo dopo tempo di gestazione incontra l’estro e la direzione creativa di Uponcue e da alla luce questo “FAR”, un Ep di 4 brani dove appunto è il beat digitale a segnare il passo e la storia. Per il resto è quel sex appeal e quel gusto melodico internazionale che fa la differenza.

Innanzi tutto: perché e in che modo Antonio Caputo diventa KAPUT BLUE?
Antonio Caputo è e resta Antonio Caputo. Kaput Blue è il nome dell’intero progetto pieno di identità che abbiamo creato. “Kaput” come rompere in tedesco, “Blue” come blu inglese, nel senso di malinconia, tristezza.. Rompere tutto ciò che ci arreca negatività.

E poi questo mondo musicale che proviene decisamente da oltre oceano. Dove nasce la tua direzione artistica e la tua ispirazione?
La mia direzione artistica nasce dal fatto che fin da piccolo, in casa, gli artisti che maggiormente si ascoltavano erano molto legati al mondo RnB americano: John Legend, Whitney Houston, Mariah Carey, Stevie Wonder. Quando poi tutti i generi portati avanti da loro si sono evoluti, il mio percorso conoscitivo si è più incentrato verso artisti quali The Weeknd, Drake, Zayn…

Uponcue: che incontro è stato? A quanto pare è stata la chiave di volta per la tua produzione… o sbaglio?
Esattamente. Uponcue è un duo di musica elettronica sperimentale e non. Syncro una sera mi chiamò e mi disse che, dopo avermi sentito per troppo tempo in giro, voleva capire cosa riuscissi ad ottenere in studio con loro. L’intesa è stata splendida.

Elettronica e mondo digitale. E se fosse analogico? Kaput Blue che musica farebbe?
Se il tutto fosse rimasto in “analogico” molto probabilmente mi sarebbe piaciuto l’RnB tipico anni ’90, fatto di strumenti analogici secchi oltre che il Funky che adoro alla follia.

Apparire e non essere. In qualche forma possiamo dire che è il centro di questo Ep?
Il messaggio è esattamente “essere come si è liberamente”. Fuggire dai fronzoli imposti, dalle espressioni “da società mainstream” ed essere belli a modo proprio.

Kaput Blue chiama… l’Italia risponde?
L’Italia risponde benissimo! Radio Norba, Radio Selene, Radio Gamma e tantissime altre si sono incuriosite tanto al progetto. D’altronde ascoltiamo molta musica oltreoceano quando è fatta fuori dall’Italia. Perchè l’italiano non dovrebbe esserne attratto? I numeri parlano chiaro ed io non posso che esserne super soddisfatto!

Dalla rete porto via il video di lancio dal titolo “Booty Call” con la bellissima Nicoletta Di Bisceglie. Essere semplicemente quello che si è, come dice il nostro. Dunque i fronzoli e l’estetica autoreferenziale di quest’era digitale non sono solo chiacchiere filosofiche ma veri e propri demoni da sconfiggere. Essere e non apparire. Questo è Kaput Blue al Salotto di Malcom.




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