Il Salotto di Malcom: IVAN ROMANO

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Un salotto si governa in poche ore. Poca la polvere e poco il disordine. Ma la mia cura maniacale per dare il benvenuto ad ogni singolo ospite mi tira via dalle vene ore e ore di dettagli. Per esempio l’incontro con Ivan Romano deve essere di viola…perchè è così che si presenta la sua canzone d’autore, nei video come nel sapore. Viola. Ma non un viola di onoranze funebri, bensì un viola di eleganza e di astuzia, un viola che cerca di essere poesia ed ironia. Con questo esordio “L’inventore saltuario” il campano Ivan Romano sembra deridere la figura seriosa del cantautore con timbriche vocali quasi surreali e scherzose, ma da un canto lascia che si sposino assieme il sapore etnico/swing/jazzato dai lustrini pregiati con la poetica popolare della terra di periferia. Insomma, tra Irpinia e Salento, tra rimandi a Conte e Capossela, il gioco è fatto:

Ivan Romano quanto è figlio della tradizione popolare, quanto delle mode e quanto invece dei suoi ascolti?
Ivan Romano è figlio della tradizione, sicuramente gli ascolti fanno piacere, senza ascolti o senza la possibilità di ascoltare la mia musica le persone non hanno modo di poterla apprezzare o meno. Non amo particolarmente le mode perchè in un certo modo ti limitano, seguire le mode nella musica significa costruire canzoni a tavolino e questo per me è un limite, la musica deve nascere dall’anima dell’autore.

L’impronta di Capossela sembra forte e determinante in alcuni tratti. Questo ai più che si legano ad ascolti diciamo “evidenti”. Invece tu che rispondi?
Io sono un simpatizzante di Vinicio Capossela, essere accostato a lui è motivo di grande onore per me, sicuramente ci accomuna la passione per la musica, per la terra Irpina e siamo entrambi figli di emigranti, ma credo che il modo di fare musica sia diverso, alcuni suoni: “Tromba e Fisarmonica” li adoperiamo entrambi, lui usa chitarre acustiche io classica, il modo di scrivere è diverso.

Penso che un artista come te abbia abbracciato più generi durante la propria vita…almeno fino ad ora. Sbaglio? E dunque come mai scegli proprio questo sapore tra swing e jazz a rappresentarti?
Io nasco cantautore, infatti ho sempre scritto testi da quando avevo 11 anni, ma ho sempre suonato con band, sai quando suoni in un gruppo devi adattarti anche allo stile degli altri componenti, negli “ARIE” band in cui ho suonato il “basso, cantavo e scrivevo canzoni”, vi erano musicisti che venivano dalla cultura “Rock”, come ben sai in una band bisogna trovare i punti di incontro e posso dirti che abbiamo sempre fatto bellissimi album (2003 Qualcosa Importante – 2011 Cenni da Basilisco – 2014 Diversamente uguali). Forse i nostri lavori discografici non hanno mai avuto la giusta visibilità, la nostra musica non è mai arriva alla gente, nessuno ci ha offerto una possibilità, dopo 3 album e tanti sacrifici non è semplice continuare. Io che sono un eterno sognatore ho deciso di continuare a sognare ritornando alle mie origini, alle mie radici, e sono quà a parlare di musica ma soprattutto a fare la mia musica!

“L’inventore saltuario” perché – parafrasando il tuo titolo – saltuariamente si incontra l’ispirazione per un’invenzione o perché la realtà non ti permette di dedicartici nel quotidiano?
L’ispirazione non manca mai perchè io racconto ciò che vivo, ciò che vedo, pertanto fino a quando avrò modo di vedere, di ascoltare, di toccare, di sentire ma soprattutto di vivere l’ispirazione non mancherà mai. Saltuario si, è vero!, vivere di sola musica per i giovani di provincia è difficile, o lasci la tua terra i tuoi amici con la speranza che qualcuno ti dia una possibilità, altrimenti sei costretto a fare il Saltuario!

Domanda introspettiva: sempre parlando di “saltuario” quanto casuale. Quanto questo determina l’ispirazione? Cioè quanto è il caso a regalarti cose che non avresti mai previsto cercandole a tavolino?
No Saltuario non è casuale, ma è ben altra cosa. Data la realtà attuale, l’esigenza di dover lavorare “purtroppo” in altri campi, ti rende Saltuario. Se scrivi canzoni come me da 30 anni non può essere una casualità. Io sono un sognatore, un visionario e la musica è la mia vita!

Ci salutiamo con il video: si dice che il viola porti male in campo artistico. Invece tu…
Si ne ho sentito parlare, guarda nella mia vita ho provato tutti i colori (tranne il viola) e mi sono detto: non è che per avere fortuna “nella musica” dovrei usare il Viola?

Gira questo video che ti si incolla alla mente però dobbiamo certamente dire che il video amici miei lascia parecchio a desiderare. Le movenze da cantore rock-pop in uno scenario psichedelicamente viola con una ragazzina troppo “vergine” alla telecamera con musicisti vestiti casual direi che non rende merito al gusto musicale che regna in questo esordio. Per cronaca eccolo di seguito…ma il disco di Ivan Romano è tutt’altra cosa ragazzi…parola di Malcom.